sabato 31 gennaio 2009
Albanesi, Rumeni, Brasiliani
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domenica 25 gennaio 2009
Animale BiancoNero
Da bambino i primi tentativi di farmi amare dei colori diversi da quelli che poi avrebbero colorato il mio cuore, li ha fatti mio padre, RossoNero non praticante.
Non riuscivo a sventolare le bandiere che mi regalava, non le sentivo mie. Le maglie della squadra poi... mai messe, scelta saggia visto che oggi avrei dovuto condividere le idee del presidente di quella squadra, avrei fatto molta fatica... che figlio snaturato.
Crescendo poi mi sono reso conto che la scelta fatta è stata la migliore per come sono io.
Ogni vittoria della mia squadra è sempre accompagnata da polemiche di ogni genere... era fallo, era fuorigioco, era goal, non era goal, io in queste situazioni ci ho passato la vita intera, questo per un'Animale Bianconero come me non può generare nient'altro che una corazza protettiva, sì perchè a volte ci vuole una pazienza inimmaginabile a sopportare accuse di furto, di slealtà, è sempre difficile accettare che anche il tuo migliore amico ti accusi di "avere rubato", tutto questo per un'Animale BiancoNero come me è un po come i tetramini del Tetris, arrivano e li sistemi dove ti danno meno noia, arrivano e li sitemi dove ti danno meno noia, arrivano e...
Anche un mio zio, quando ancora ero bambino provò a farmi appassionare a dei colori diversi, troppo diversi NeroAzzurri.
Il poverello cercò di traviarmi con la promessa di abbonamenti annuali allo stadio, di riuscire grazie alle sue amicizie a farmi addirittura fare un provino nelle giovanili di quella società, «No grazie! Sono un bambino onesto e leale io, quei colori non me li sento addosso»
Un'animale BiancoNero come me, che non è un fanatico, è uno che non accetta quando la slealtà prende il posto della sportività.
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sabato 24 gennaio 2009
La patente A (l'esame)
Sveglia ore 6,30 che palleeeeee, anche di sabato non mi va proprio un'alzataccia simile, ma per una giusta causa... sì ma per giusta causa cosa s'intende, beh, in questo caso si tratta solo ed esclusivamente di conseguire la tanto agognata patente A3 e considerando l'esito...
Dicevamo, sveglia ore 6,30... arrivo presso l'agenzia di pratiche automobilistiche (autoscuola) alle ore 7,30, con me quelli che devono essere esaminati sono nove e un buon 60% sono scooteristi, ho avuto modo di constatare che il mio personalissimo punto di vista su di un'esame da superare con una moto a marce per guidarne una senza, sia largamente condiviso.
Ore 8,30 esame.
Nove su nove, tutti promossi, nonostante il manto stradale fosse una pista di pattinaggio.
Da oggi io e TiMmy, saremo liberi (benzina permettendo) di andare dove meglio ci pare.
...considerando l'esito, mi alzerei tutti i giorni alle 6,30, pur di essere felice come oggi.
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giovedì 22 gennaio 2009
La patente A
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mercoledì 14 gennaio 2009
M'illumino di meno 2009
Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18. Pubblicato da adryano alle 22:17:00 1 commenti
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martedì 6 gennaio 2009
La befana vien di notte...
La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana: viva viva la Befana!
...la befana è venuta di notte e ha portato tanta neve.
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domenica 4 gennaio 2009
Il presidente bonsai
Uno che ha vinto le elezioni ma non è ancora premier non è obbligato a celebrare pubblicamente le feste nazionali. Eppure certo sarebbe bello, nel giorno in cui l'Italia festeggia la Liberazione, vedere Silvio Berlusconi -che ha sempre avuto una evidente allergia alla parola «antifascismo» -fare almeno un salto alle Fosse Ardeatine. Sarebbe il segno visibile che, come ci era stato annunciato dopo la netta vittoria del 13 aprile, il Berlusconi di oggi non è lo stesso del '94, e neppurelo stesso Berlusconi del 2001. Invece non accadrà nulla di tutto questo. Interrogato da un cronista sui suoi programmi per oggi, il leader del Pdl ieri ha risposto: «Domani lavoro». Niente festa, dunque. Il 25 aprile per lui è un giorno come un altro. Feriale. Al primo test, abbiamo avuto la conferma di quello che purtroppo sospettavamo: è il Berlusconi di sempre.
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sabato 3 gennaio 2009
La carta regionale dei servizi
Bell'idea veramente,
infatti appena ho saputo che in edicola era disponibile un lettore di carte magnetiche, sono andato di corsa ad acquistarlo, ho subito pensato al risparmio di tempo e poi chiaramente all'importanza di poter verificare da solo la correttezza dei miei dati.
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto per esaurimento del prodotto da me ricercato, finalmente… «Buongiorno, ho sentito parlare di un lettore di tessere magnetico in vendita con alcuni giornali» dalla faccia dell’edicolante ho capito di essere stato fortunato, infatti, «…è l’ultimo, sono andati via come il pane, vuole anche il quotidiano?» «No grazie, non pago le bugie, io».
E così con l’apparecchio tanto agognato, mi precipito a casa per poter finalmente entrare negli archivi segreti che riguardano la mia persona. Leggo le istruzioni e scopro che per essere utilizzabile richiede l’installazione di un software, no problem, la confezione contiene un cd d’installazione e un libretto d’istruzioni ben dettagliato.
Il mio entusiasmo si smorza quando scopro che oltre al lettore di carte magnetiche, oltre all’installazione di un software, per poter accedere ai miei segretissimi dati personali mi serve un PIN, giusto la privacy è privacy.
Sicuramente, penso, la Regione Lombardia, che è all’avanguardia su moltissime tematiche, avrà studiato un modo per assegnare il PIN direttamente da internet.
E invece no.
Per avere il Codice PIN, con rilascio immediato, ci si deve recare presso gli sportelli di Scelta e Revoca dell'ASL con la CRS e un documento d'identità.
Questa non ci voleva proprio, quando ci vado all’ASL?
Idea, le feste Natalizie sono l’ideale.
Così ieri sono andato all’ASL per avere il codice PIN e poter finalmente utilizzare il mio lettore di smart card. Mi sono subito reso conto che la mia stessa idea l’hanno avuta almeno altre cento persone, ma non basta, c’è un solo sportello aperto con “ciliegina sulla torta” una gentile e disperata signorina che ripete in continuazione alla folla inferocita che è spiacente, ma il computer non funziona.
Chiaramente non ho perso tempo inutilmente, prima o poi troverò ancora il tempo e la voglia di riprovarci. Una domanda però continua a tormentarmi: perché la Regione Lombardia, che è all’avanguardia su moltissime tematiche, non ha studiato un modo per assegnare il PIN direttamente da internet?
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mercoledì 31 dicembre 2008
Il mercante di fiori
Proprio come quando lo ascoltavo alla radio con "Zombie, morire sparsi, rinascere uniti" una fantastica trasmissione che me lo ha fatto conoscere, con questo libro Diego Cugia mi ha letteralmente rapito, era tanto tempo che non mi appassionavo così tanto nella lettura di un romanzo, ma questa volta devo ammetterlo, ho fatto le ore piccole.
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lunedì 29 dicembre 2008
Voglio il trenino
Tra i giochi ricevuti a Natale da bambino, ricordo ancora con piacere il trenino elettrico, sì il mitico trenino elettrico della Lima, bellissimo, ricordo ancora la speranza che fosse proprio quello il regalo, i giorni e le notti erano scanditi da un solo pensiero, quando i miei mi chiedevano cosa volessi di regalo per Natale «voglio il trenino, voglio il trenino» …la risposta era solo e sempre quella, poi al momento di scartare i pacchi capivo che il dono ricevuto era proprio ciò che più desideravo, la gioia era veramente tanta, per non parlare poi dell’emozione che accompagnava il montaggio dei binari corredati di passaggi a livello e semafori per segnalare l’imminente arrivo della locomotiva, quante ore ho passato a guardare girare il mio trenino della Lima.
Un altro gioco che mi ha fatto passare molte notti in bianco nella speranza di riceverlo è la pista delle macchinine Polistil, anche in questo caso la gioia che accompagnava l’assemblaggio della pista era veramente tanta, anche se gli scontri con i miei amichetti su dove collocare la curva parabolica a volte finivano in vere e proprie risse, ricordo poi la difficoltà nel fare stare la propria macchinina in pista, a volte era frustrante vedere i più grandicelli girare tranquillamente grazie ad una maggiore capacità di dosare la potenza della auto comandata… a tal proposito ho trovato in rete questo bel gioco gratuito che rende l’idea alla perfezione.
Questi sono solo due dei molti giochi che ho amato da bambino, quasi tutti i giochi della mia generazione però avevano il non trascurabile difetto di non unire la famiglia, a parte i primi attimi di gioco… invece quest’anno Babbo Natale ci ha fatto trovare sotto l’albero, un bel gioco che offre la possibilità di giocare da soli o in compagnia, grandi e/o piccoli, un gioco così divertente che non ci si limita a giocare solo la prima mezz’oretta, Nintendo Wii, che ridere e che sfide, è proprio divertente , finalmente un gioco che unisce grandi e piccoli, e dettaglio non trascurabile, fa calare la pancia, il gioco ideale per grandi e piccini.
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martedì 23 dicembre 2008
Non ti lascerò mai solo (Un uomo, un cane, un grande amore)
... divertente e commovente, un bel libro che descrive un rapporto inizialmente difficile sia per il cane che per il padrone, ma poi, proprio come accade nella vita qualcosa cambia e il rapporto prende una nuova piega. Pubblicato da adryano alle 17:46:00 0 commenti
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domenica 21 dicembre 2008
21 dicembre...
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mercoledì 17 dicembre 2008
Harry Potter e la camera dei segreti
Un nuovo anno scolastico sta per cominciare ad Hogwarts, Harry Potter non vede l’ora di rivedere i suoi vecchi amici, non si sono mai fatti vivi nonostante le promesse di scriversi delle lettere, non vede l’ora che la scuola riprenda anche per via dei suoi zii che lo trattano molto male e per l’odioso cugino che non perde occasione per picchiarlo.La giornata è di quelle importantissime per gli zii, i Dursley, che ospiteranno per cena un ricco costruttore e la moglie, un affare importantissimo potrebbe andare in porto e chiaramente Harry non deve farsi nemmeno vedere in giro, nessuno degli ospiti deve sapere della sua presenza, così Harry dopo essere stato nuovamente minacciato «Ricorda ragazzo un solo rumore e…» raggiunge la sua camera da letto in punta di piedi, chiude la porta, si volta con il solo desiderio di buttarsi sul letto, ma il letto è già occupato, lo spavento è grosso, solo dopo essere riuscito a non urlare per la sorpresa e dopo essere tornato ad avere il pieno controllo di sè riesce a dire nervosamente «Ehm… salve» ad una piccola creatura con due enormi orecchie da pipistrello e due occhi verdi sporgenti, grandi come palle da tennis.
«Harry Potter è tanto tempo che Dobby voleva conoscerla, signore… è un tale onore»
Tanti nuovi personaggi accompagnano Harry in questa nuova avventura, dall’elfo domestico Dobby al professore Gilderoy Allock, da Tom Riddle alla fenice Fanny.
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giovedì 11 dicembre 2008
Incredibile
Tutto, dico proprio tutto filava nel migliore dei modi, molto impegno, molto lavoro.
Poi inaspettatamente i primi segnali che non stava andando tutto bene, l’impegno era sempre molto, il lavoro sempre tantissimo, ma c’era qualcosa di diverso nell’aria, nel rapporto datore di lavoro/dipendente era cambiato qualcosa.
Infatti, la conferma non è tardata «… quando ti scade il contratto? Be sappi che molto probabilmente non te lo rinnoverò»
Così su due piedi, inaspettatamente, non ci credevo, avrò sentito male, frainteso, invece avevo capito proprio bene. «… perché?» mi sono sentito in diritto/dovere di domandare solo dopo aver lasciato passare un paio d’ore, solo perché pensavo che forse, quando mi sono sentito dare una notizia così importante, grave, chi me la diceva era probabilmente fuori di se per qualche affare andato male, forse un investimento sbagliato, forse … mi sbagliavo di grosso, chi mi ha detto questa cosa, ho capito poi, è un esserino frustrato e alquanto ignorante, circondato da tante zecche che lo stanno dissanguando, quei tipi che quando lui è presente lavorano come pazzi, corrono, gli sorridono lo adorano, appena si gira però, parte la festa, il cazzeggio e alle spalle gli arrivano tanti di quegli insulti da fare impallidire uno scaricatore di porto, mi domando come possa essere possibile che un imprenditore preferisca certa gente falsa piuttosto di … ma sì, lasciamo stare và. Ultimamente ho avuto il piacere di vedere ad Annozero nella puntata del 27/11/08 "Pane e ottimismo", Diego Della Valle , mi ha impressionato positivamente, ha ragionato sì da imprenditore, ma anche da persona coerente che si rende conto del periodaccio dovuto alla crisi, il mio caro datore di lavoro invece alla mia domanda «… perché?» ha saputo rispondere « … che questo è solo l’inizio, la colpa è di tutti quei comunisti di merda, io mi sono fatto da solo invece voi dipendenti siete solo dei ladri che approfittano della tutela di un contratto maledetto, io farei contratti settimanali, altroché, ma vedrai l’anno prossimo dovrete correre, piangere…»
Finita questa deliziosa chiacchierata, ho capito che il mio caro datore di lavoro non è fuori di sé, è semplicemente pazzo, incredibile, non me ne ero accorto.
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domenica 30 novembre 2008
Salsa di soia
Ieri sera siamo stati in un ristorante giapponese di Sesto San Giovanni, niente di particolare, l’unica anomalia per essere un ristorante giapponese è la possibilità di scegliere anche piatti di cucina italiana, pizza, spaghetti carne o pesce cucinati secondo la nostra usanza. È chiaramente un’anomalia perché fino ad ora mi è capitato di vedere ristoranti cinesi con pizzeria, oppure pizzerie gestite da egiziani, ma quest’abbinamento onestamente non lo avevo mai visto.
Sinceramente non era la prima volta che andavamo in questo ristorante e la motivazione è stata sempre la stessa: la voglia di mangiare fuori senza però essere tutti d’accordo su cosa mangiare.
Infatti, non è raro iniziare con «stasera mangiamo fuori?» ma dopo pochi minuti trovarsi tutti su posizioni differenti, «io voglio mangiare giapponese», «io pizza», «io cinese», «a me invece andrebbero due spaghetti», che casino, la soluzione sono proprio questi posti che in tutta onestà non offrono una qualità eccelsa in ciò che propongono, ma accontentano un po’ tutti.
Il locale quindi è l’ideale per comitive dai gusti diversi proprio come noi ieri sera.
Il mangiare giapponese è solitamente servito accompagnato dalle salse tradizionali, per esempio, la salsa di soia. È proprio la salsa di soia il bivio della serata, perché quando la cameriera si è approssimata al nostro tavolo con una piccola torre composta da piattini destinati a contenere le salse e una piccola teiera contenente proprio la salsa di soia, forse a causa di una piccola scossa sismica nell’avambraccio destro… splash, signore e signori, eccovi servita la salsa di soia … sui giacconi.
«Noo cacchio» questa è stata l’esclamazione della povera cameriera, noi abbiamo provato a tranquillizzarla «non si preoccupi, niente di grave» ma avvolti da un forte odore di salsa e nell’imbarazzo generale, riprendere la nostra cena come se niente fosse, non è stato semplice, però ci siamo riusciti, abbiamo cenato, chi con la pizza chi con il sushi o sashimi, abbiamo preso il dolce e dopo aver scambiato due chiacchiere, ci rechiamo alla cassa per pagare.
È a questo punto che succede una cosa alquanto imbarazzante, e dire imbarazzante è poco perché la cameriera/cassiera anziché porgermi il conto, allunga una banconota da 20 € «siamo a posto così, questi sono per la lavanderia».
Preso così, senza un minimo preavviso, resto praticamente imbambolato, ma, l’imbambolamento dura un secondo, poi, inizia il valzer del “no, senta, non è proprio il caso, per noi non è successo nulla…” la posizione della cameriera/cassiera però non cambia nemmeno di un millimetro, in sostanza ci ha costretti quasi a scappare, voleva offrirci, amari, liquori, caffè, dolci…
In auto, tornando a casa, riconsiderando l’accaduto, mi domandavo quante volte, nella vita mi è capitato in un ristorante di avere a che fare con persone che ammettono senza nessun problema di aver sbagliato e addirittura non ti presentano il conto, ancora adesso, dopo quasi un giorno, non sono riuscito a ricordare niente di simile.
Sbagliare è umano, ammetterlo, richiede una grande umanità.
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giovedì 27 novembre 2008
Culo 10, anima 1
Lo è anche per gli imprenditori.
Gli imprenditori si dividono in molte categorie, oggi ho avuto modo di comprendere meglio il modo di ragionare del mio attuale datore di lavoro, così l’ho potuto collocare nella categoria degli imprenditori che hanno “piùculocheanima”
Il culo lo hanno perché sono stati sfacciatamente fortunati, sono nati in famiglie benestanti che magari avevano già un’attività propria che gli ha permesso di poter tentare una loro strada, il culo lo hanno perché ci vuole proprio una bella faccia da culo a lamentarsi in continuazione dei propri dipendenti che a loro dire non li rappresentano e non capiscono niente di ciò che fanno.
Non hanno anima perché in un momento di crisi come questo non hanno il minimo scrupolo a lasciare a casa, senza un lavoro, senza un reddito, i loro dipendenti, quelli che magari prima di ricevere il benservito si facevano in quattro per mandare avanti nel migliore dei modi il loro lavoro.
Cari imprenditori con “piùculocheanima” come siete soli, non avete nessun amico, tutti cercano di fottervi, in vostra presenza tutti i vermi strisciano ai vostri piedi, ma appena vi allontanate ricevete tonnellate di “veleno e feci” ( che bella immagine vedere certa gente completamente sommersa dalla merda) cari imprenditori con “piùculocheanima” avete mai pensato anche solo per un secondo, magari di notte mentre siete nel vostro letto a ricaricarvi dalle fatiche di una giornata passata a umiliare tutti quelli che sfiorate, avete mai pensato, dicevo, che fate proprio schifo?
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mercoledì 26 novembre 2008
Eluana (la libertà e la vita)
Un particolare che non ho mai considerato è come in una situazione del genere, si debbano imparare termini medici e giuridici che normalmente non si usano, così all’immenso dolore, si aggiunge un grandissimo sforzo intellettuale ed economico, la vita diventa un vero inferno.
Purtroppo, proprio per il grande uso di un linguaggio troppo tecnico, non sono riuscito a portare a termine questo libro.
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mercoledì 19 novembre 2008
STOP THE WHALES MASSACRE IN Fær Øer
Tutti gli animali diffidano dell’uomo, e non a torto: ma una volta sicuri che non gli si vuol nuocere, la loro fiducia diventa così assoluta che bisogna essere proprio un barbaro per abusarne.
Jean Jacques Rousseau
... a volte è l'uomo la vera bestia.
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sabato 15 novembre 2008
Caos calmo
Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo. Per la legge quest’ultima affermazione non è corretta, perché io e Lara non eravamo sposati; ma poiché stavamo insieme da dodici anni, e vivevamo insieme da undici, e abbiamo fatto una figlia che ora ne ha dieci, e se questo non bastasse avevamo per l’appunto deciso di sposarci (“finalmente”, hanno detto in tanti), e avevamo già cominciato a ricevere i regali, e all’improvviso Lara è morta, e nel giorno in cui avrebbe dovuto essere celebrato il matrimonio c’è stato il suo funerale, la legge non è il punto di vista migliore per inquadrare questa faccenda.
Pietro Paladini, il protagonista di questo romanzo reagisce alla tragica scomparsa della sua compagna bizzarramente, passa le sue giornate fuori dalla scuola della figlia, dall’entrata all’uscita lui rimane lì, è convinto che così la Piccola Claudia riuscirà ad affrontare meno dolorosamente la tragedia. Involontariamente, diventa per molti una sorta di valvola di sfogo, così invece di elaborare il proprio dolore, si ritrova suo malgrado, ad assorbire i dolori e le paure altrui. Moltissimi insospettabili faranno capolino per sfogarsi; da suo fratello, un ricco e famoso stilista alla bellissima cognata, single e madre di due/tre figli, dal mega manager che potrebbe polverizzarlo in un secondo alla bella ragazza che porta ai giardinetti il cane.
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sabato 8 novembre 2008
Passeggiando tra le moto
Inaspettatamente perché avevamo deciso di andarci domani, poi la bella giornata di sole ci ha convinti a cambiare i piani. Mi aspettavo molta più gente, fortunatamente abbiamo trovato un piccolo muro umano solo in prossimità dello stand Lambretta dovuto ahimè… non alla motocicletta ma all’altrettanto famosa soubrette Valeria Marini.
È bello girare in una fiera del genere, ci sono moto fantastiche da poter vedere, toccare e naturalmente…sognare, c’è la possibilità di assistere agli spettacoli acrobatici degli stuntman.
Chiaramente, per motivi diciamo pure, di cuore lo stand che mi è piaciuto maggiormente è stato quello firmato YAMAHA, si tratta però di un parere un pelino di parte.
Fortunatamente sono stato previdente e mi sono armato della mia fedele macchina fotografica digitale e con lei ho scattato molte foto, queste sono solo alcune, quelle che più mi piacciono.
Pubblicato da adryano alle 23:57:00 0 commenti
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