IL VECCHIO BLOG DI ADRIANO Creative Commons License
                                        
         
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domenica 30 novembre 2008

Salsa di soia

Sbagliare è umano.
Ieri sera siamo stati in un ristorante giapponese di Sesto San Giovanni, niente di particolare, l’unica anomalia per essere un ristorante giapponese è la possibilità di scegliere anche piatti di cucina italiana, pizza, spaghetti carne o pesce cucinati secondo la nostra usanza. È chiaramente un’anomalia perché fino ad ora mi è capitato di vedere ristoranti cinesi con pizzeria, oppure pizzerie gestite da egiziani, ma quest’abbinamento onestamente non lo avevo mai visto.
Sinceramente non era la prima volta che andavamo in questo ristorante e la motivazione è stata sempre la stessa: la voglia di mangiare fuori senza però essere tutti d’accordo su cosa mangiare.
Infatti, non è raro iniziare con «stasera mangiamo fuori?» ma dopo pochi minuti trovarsi tutti su posizioni differenti, «io voglio mangiare giapponese», «io pizza», «io cinese», «a me invece andrebbero due spaghetti», che casino, la soluzione sono proprio questi posti che in tutta onestà non offrono una qualità eccelsa in ciò che propongono, ma accontentano un po’ tutti.
Il locale quindi è l’ideale per comitive dai gusti diversi proprio come noi ieri sera.
Il mangiare giapponese è solitamente servito accompagnato dalle salse tradizionali, per esempio, la
salsa di soia. È proprio la salsa di soia il bivio della serata, perché quando la cameriera si è approssimata al nostro tavolo con una piccola torre composta da piattini destinati a contenere le salse e una piccola teiera contenente proprio la salsa di soia, forse a causa di una piccola scossa sismica nell’avambraccio destro… splash, signore e signori, eccovi servita la salsa di soia … sui giacconi.
«Noo cacchio» questa è stata l’esclamazione della povera cameriera, noi abbiamo provato a tranquillizzarla «non si preoccupi, niente di grave» ma avvolti da un forte odore di salsa e nell’imbarazzo generale, riprendere la nostra cena come se niente fosse, non è stato semplice, però ci siamo riusciti, abbiamo cenato, chi con la pizza chi con il
sushi o sashimi, abbiamo preso il dolce e dopo aver scambiato due chiacchiere, ci rechiamo alla cassa per pagare.
È a questo punto che succede una cosa alquanto imbarazzante, e dire imbarazzante è poco perché la cameriera/cassiera anziché porgermi il conto, allunga una banconota da 20 € «siamo a posto così, questi sono per la lavanderia».
Preso così, senza un minimo preavviso, resto praticamente imbambolato, ma, l’imbambolamento dura un secondo, poi, inizia il valzer del “no, senta, non è proprio il caso, per noi non è successo nulla…” la posizione della cameriera/cassiera però non cambia nemmeno di un millimetro, in sostanza ci ha costretti quasi a scappare, voleva offrirci, amari, liquori, caffè, dolci…
In auto, tornando a casa, riconsiderando l’accaduto, mi domandavo quante volte, nella vita mi è capitato in un ristorante di avere a che fare con persone che ammettono senza nessun problema di aver sbagliato e addirittura non ti presentano il conto, ancora adesso, dopo quasi un giorno, non sono riuscito a ricordare niente di simile.
Sbagliare è umano, ammetterlo, richiede una grande umanità.



giovedì 27 novembre 2008

Culo 10, anima 1

La crisi di questi giorni è senza dubbio un banco di prova molto impegnativo per molti, lo è per tutti i dipendenti pubblici e/o privati che stanno perdendo il posto di lavoro, lo è per tutti i pensionati che la loro vita lavorativa la hanno alle spalle, lo è per i piccoli commercianti.
Lo è anche per gli imprenditori.
Gli imprenditori si dividono in molte categorie, oggi ho avuto modo di comprendere meglio il modo di ragionare del mio attuale datore di lavoro, così l’ho potuto collocare nella categoria degli imprenditori che hanno “piùculocheanima”
Il culo lo hanno perché sono stati sfacciatamente fortunati, sono nati in famiglie benestanti che magari avevano già un’attività propria che gli ha permesso di poter tentare una loro strada, il culo lo hanno perché ci vuole proprio una bella faccia da culo a lamentarsi in continuazione dei propri dipendenti che a loro dire non li rappresentano e non capiscono niente di ciò che fanno.
Non hanno anima perché in un momento di crisi come questo non hanno il minimo scrupolo a lasciare a casa, senza un lavoro, senza un reddito, i loro dipendenti, quelli che magari prima di ricevere il benservito si facevano in quattro per mandare avanti nel migliore dei modi il loro lavoro.
Cari imprenditori con “piùculocheanima” come siete soli, non avete nessun amico, tutti cercano di fottervi, in vostra presenza tutti i vermi strisciano ai vostri piedi, ma appena vi allontanate ricevete tonnellate di “veleno e feci” ( che bella immagine vedere certa gente completamente sommersa dalla merda) cari imprenditori con “piùculocheanima” avete mai pensato anche solo per un secondo, magari di notte mentre siete nel vostro letto a ricaricarvi dalle fatiche di una giornata passata a umiliare tutti quelli che sfiorate, avete mai pensato, dicevo, che fate proprio schifo?

mercoledì 26 novembre 2008

Eluana (la libertà e la vita)

"Se non posso essere quello che sono adesso, preferisco morire."
Eluana Englaro aveva vent'anni quando ha pronunciato queste parole di fronte alla tragedia di un suo caro amico in coma. L'anno successivo, il 18 gennaio 1992, Eluana resta vittima di un gravissimo incidente stradale.
La rianimazione la strappa alla morte, ma le restituisce una vita "assolutamente priva di senso e dignità" e dal 1994 è in stato vegetativo permanente: stabile e senza alcuna variazione.
Quando si sono resi conto dell'irreversibilità della sua condizione, Beppino Englaro e la moglie si sono battuti perché venisse rispettata la volontà della figlia, sempre con discrezione e senza proclami, prendendo sulle proprie spalle il dolore di molti altri genitori che, come loro, una sorte avversa ha costretto a chiedere quello che mai un padre o una madre chiederebbero.
Da quando poi la Corte d'appello di Milano, il 9 luglio 2008, ha autorizzato il padre-tutore a disporre l'interruzione del trattamento di alimentazione artificiale, l'esplosione dei dibattiti e dei ricorsi ha trasformato la vicenda di Eluana in un caso mediatico senza precedenti.
Oggi, Beppino Englaro, insieme a Elena Nave, racconta con semplicità e passione la storia di questa lunga battaglia, facendo chiarezza sui miti pseudoscientifici utilizzati per disorientare l'opinione pubblica e spiegando una realtà che potrebbe cadere addosso a chiunque e che non può lasciare indifferente nessuno perché, come scrive il padre, “la cosa importante, davvero importante, è non avere contro se stessi, la propria ragione, la propria coscienza”
La grande tragedia che ha colpito la famiglia Englaro è veramente straziante.
Un particolare che non ho mai considerato è come in una situazione del genere, si debbano imparare termini medici e giuridici che normalmente non si usano, così all’immenso dolore, si aggiunge un grandissimo sforzo intellettuale ed economico, la vita diventa un vero inferno.
Purtroppo, proprio per il grande uso di un linguaggio troppo tecnico, non sono riuscito a portare a termine questo libro.

mercoledì 19 novembre 2008

STOP THE WHALES MASSACRE IN Fær Øer

Tutti gli animali diffidano dell’uomo, e non a torto: ma una volta sicuri che non gli si vuol nuocere, la loro fiducia diventa così assoluta che bisogna essere proprio un barbaro per abusarne.


Jean Jacques Rousseau

Stop the whales massacre!

... a volte è l'uomo la vera bestia.

sabato 15 novembre 2008

Caos calmo

Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo. Per la legge quest’ultima affermazione non è corretta, perché io e Lara non eravamo sposati; ma poiché stavamo insieme da dodici anni, e vivevamo insieme da undici, e abbiamo fatto una figlia che ora ne ha dieci, e se questo non bastasse avevamo per l’appunto deciso di sposarci (“finalmente”, hanno detto in tanti), e avevamo già cominciato a ricevere i regali, e all’improvviso Lara è morta, e nel giorno in cui avrebbe dovuto essere celebrato il matrimonio c’è stato il suo funerale, la legge non è il punto di vista migliore per inquadrare questa faccenda.


Pietro Paladini, il protagonista di questo romanzo reagisce alla tragica scomparsa della sua compagna bizzarramente, passa le sue giornate fuori dalla scuola della figlia, dall’entrata all’uscita lui rimane lì, è convinto che così la Piccola Claudia riuscirà ad affrontare meno dolorosamente la tragedia. Involontariamente, diventa per molti una sorta di valvola di sfogo, così invece di elaborare il proprio dolore, si ritrova suo malgrado, ad assorbire i dolori e le paure altrui. Moltissimi insospettabili faranno capolino per sfogarsi; da suo fratello, un ricco e famoso stilista alla bellissima cognata, single e madre di due/tre figli, dal mega manager che potrebbe polverizzarlo in un secondo alla bella ragazza che porta ai giardinetti il cane.

sabato 8 novembre 2008

Passeggiando tra le moto

CLICK PER INGRANDIREInaspettatamente, oggi abbiamo deciso di andare all’EICMA.
Inaspettatamente perché avevamo deciso di andarci domani, poi la bella giornata di sole ci ha convinti a cambiare i piani. Mi aspettavo molta più gente, fortunatamente abbiamo trovato un piccolo muro umano solo in prossimità dello stand Lambretta dovuto ahimè… non alla motocicletta ma all’altrettanto famosa soubrette Valeria Marini.
È bello girare in una fiera del genere, ci sono moto fantastiche da poter vedere, toccare e naturalmente…sognare, c’è la possibilità di assistere agli spettacoli acrobatici degli stuntman.
Chiaramente, per motivi diciamo pure, di cuore lo stand che mi è piaciuto maggiormente è stato quello firmato
YAMAHA, si tratta però di un parere un pelino di parte.
Fortunatamente sono stato previdente e mi sono armato della mia fedele macchina fotografica digitale e con lei ho scattato molte foto,
queste sono solo alcune, quelle che più mi piacciono.
Ah, dimenticavo i gadget e i depliants, sono una costante di queste manifestazioni, belli, peccato che poi quasi tutti finiscono nel cestino della spazzatura, quindi si rivelano solo ed esclusivamente per ciò che rappresentano, ovvero, essendo prodotti pubblicitari valgono zero... non a caso vengono regalati.
Ragionando in termini ecologici, non sarebbe meglio evitare di distribuirli? Sicuramente sì, ma visto che si tratta di business, non c'è ecologia che tenga, purtroppo.

sabato 1 novembre 2008

La forbice

Qualcuno avrà votato chi ci governa o sbaglio?


È una delle frasi che da quando c’è questo governo mi trovo a ripetere, chiaramente se si parla di politica.


C’è stata una campagna elettorale, gestita dalla destra un po’ come se si trattasse di una televisione commerciale “tanta pubblicità che promette chissà cosa, ma in realtà dietro c’è la fregatura” mentre la sinistra doveva fondamentalmente pagare la staticità del governo precedente.

Questo è quello che chi governa in questo periodo sa fare bene anzi benissimo, tant’è che se non sbaglio questa è la quarta volta.

Però adesso, dopo pochi mesi, ci s’indigna per le leggi “personali” che se proprio vogliamo dirlo, questo governo le ha sempre fatte, ci si scandalizza per una “cordata salva Alitalia” che molto probabilmente salverà di tutto tranne i posti di lavoro, purtroppo, perché come sempre per una certa linea di pensiero, il lavoratore dipendente è uguale a zero, quindi, non è logico avere sulle proprie spalle tanti zeri, meglio in banca.

Le banche… che schifo, in Italia quante famiglie ogni anno precipitano nel vortice della povertà?


Ecchisenefotte, la banca è del mio caro amico che quest’estate era con me in Sardegna... e io credo nell'amicizia, per questo motivo, prima gli aiuti alle banche, poi...

Basta?
No, non basta.


Due parole, solo due sulla scuola.

Mi viene veramente da ridere, lo giuro, quando solo adesso vedo cortei, scontri, manifestazioni, tribune politiche, opinioni e opinionisti, buona parte degli italiani insomma, criticare questo governo per i tagli e in particolare i tagli alla scuola.

Amici, da sempre, per quel poco che ho capito, funziona più o meno così, sinistra = tasse, teoricamente dovrebbe sfavorire chi non paga le tasse o comunque chi non le paga naturalmente come un lavoratore dipendente “in regola” il quale chiaramente, non ha scelta, mentre, sempre per quel poco che penso di aver capito, destra = tagli, chi è penalizzato? Chiaro, sempre quelli di prima la cosiddetta classe medio/bassa, quella categoria di persone, che le tasse non riescono proprio ad evitarle, detto in parole povere quelle persone che vanno dal dentista dell’A.S.L. che non mandano i figli nelle scuole private, che non hanno l’elicottero, l’aereo o lo yacht, che alla fine del mese hanno, forse, pochi spiccioli, ma soprattutto hanno e avranno sempre la possibilità di non adagiarsi, di non invecchiare, hanno la fortuna di essere precari, quasi schiavi.



«Che palle che sei, dai, cerca di essere ottimista, questo governo, nonostante tutto, ti ha tolto l’I.C.I.»

Siiiiiiiiiiiii stupendooo, mi viene il vomitoo è più forte di meeee...

Spero di sbagliarmi, ma ho l'impressione che la forbice si stia allargando.

domenica 26 ottobre 2008

Il primo tagliando

Mille.
Sono già arrivato al traguardo del primo tagliando, prima di acquistare il
TMax, non pensavo di metterci così poco, ma adesso che ci sono, per me è tutto più che naturale, ho praticamente abbandonato l’uso dell’automobile.
Per ovvi motivi, mi sono recato con la mia compagna presso il rivenditore dove l’abbiamo comprato per stabilire quando fosse possibile lasciarlo in officina.
Appena arrivati, abbiamo fatto una bella passeggiatina nel negozio, abbiamo ammirato tante belle moto fiammeggianti, ci siamo persi in una discussione tanto “pour parler” su quale fosse il casco più bello, sì sul più bello non sul più sicuro, oggi volevamo solo cazzeggiare, non acquistare, infatti, non abbiamo comprato niente… ipip urrà-ipip urrà
Dopo aver visto delle belle giacche da moto (la tentazione di spendere soldi è stata sconfitta anche in questo caso) abbiamo introdotto il discorso tagliando con una gentile signora un pelino priva di spirito.
La gentile signora un pelino priva di spirito, ci spiega molto cortesemente che sarebbe meglio non superare i mille chilometri per motivi a suo dire tecnici… l’impressione che ho avuto è che così facendo, mettono il cliente davanti ad una specie di ricatto “attento! Se superi quella riga, boom!”
Ovviamente, io non amo queste imposizioni, ho la necessità di poter decidere io quando e come spendere i miei soldi, almeno per il tagliando… inoltre come dicevo non uso quasi più l’automobile, perciò per un discorso logistico, l’ideale sarebbe lasciare la moto il venerdì sera e ritirarla il sabato, così escludi oggi, escludi domani, abbiamo stabilito la fatidica data tra un paio di settimane.
Da qui in poi, solo a data stabilita, è iniziato il divertimento, ovviamente per me… «in un paio di settimane comunque, penso che potrei fare altri cento/centocinquanta chilometri, non dovrebbe accadere niente. Sbaglio?»
La risposta è ghiaccio «non saprei fate voi».
«Beh, dai non sono mica tanti, Forrest Gump in una settimana ne avrà percorsi duecentocinquanta di chilometri».
La mia interlocutrice esagera con la risposta, dietro agli occhiali, lontanissimi, due occhiettini piccoli piccoli e fissi «!!!?!!!»
Lo ammetto mi ha spiazzato, non so più che dire, non mi capita spesso di non riuscire a fare la figura del rompiballe, ma, improvvisamente da chissà dove, mentre la mia compagna che prevedendo la mia prossima controbattuta, cambiava i colori del viso rosso-bianco-rosso-viola-rosso-rossissimo con svampate di vapore che fuoriesce dalle orecchie, con tutta la naturalezza del mondo e con un bel ghigno da indiano stampato in faccia parto di nuovo all’attacco «…sì Forrest Gump, quello del film, ce l’ha presente?» niente non favella, adesso ti faccio vedere io «No! non ha mai visto Forrest Gump? in pratica lui correndo, ha attraversato gli USA a piedi… e non ha nemmeno cambiato l‘olio».
A questo punto perdo la speranza, l’espressione della sciura non cambia.
Solo adesso, ripensandoci capisco che il film l’aveva visto e stava solamente applicando una delle frasi celebri di Forrest «la mia mamma mi diceva sempre, ricordati Forrest, stupido è chi lo stupido fa».

lunedì 20 ottobre 2008

Tutto vero, anzi peggio

È tutto vero, anzi peggio.
Oggi approfittando di un giorno libero, sono andato a far visita ai miei vecchi colleghi, ho trovato una situazione a dir poco deprimente.
Quella che fino a un paio d’anni fa era una’azienda sana, forte, che dava lavoro a molte persone, che riusciva a produrre tantissimo, improvvisamente è diventata una ditta spenta, che viaggia al 30% delle proprie possibilità, che obbliga i dipendenti a fare ferie in un periodo in cui nessuno le farebbe e a nessuno servono, è evidente che si tratta di una ditta con grossi problemi.
In una situazione del genere, sarebbe normale aspettarsi da parte di chi ogni giorno dedica le proprie forze per cercare di mandare avanti il carrozzone, un minimo d’incazzatura, invece, niente di niente, tutti tranquilli, con il sorrisino sulla bocca dalla quale però escono i mille dubbi che la mente in questo caso può elaborare.
«andiamo avanti fino a fine dicembre, poi forse a gennaio, probabilmente, niente di certo, però … magari a gennaio potremmo trovare tutto chiuso» tutto ciò mi sarà stato detto in modi diversi, (ma il succo è questo) da almeno venti persone in un paio d’ore, qualcuno a dire il vero ha paventato la possibilità che la ditta possa essere acquistata da chissàchiechissàcome.
Non riesco veramente a credere che nessuno e per nessuno intendo nemmeno uno, abbia manifestato una rabbia giustificata dal rischio di restare disoccupato.
Ragazzi, amici, a me è sembrato tutto vero, reagite, provateci, prima che sia tutto peggio.

«Ciao capo»

«Ciao capo»
Questo è quello che mi sono sentito dire da un ragazzo con un evidente accento “straniero” …
«Ah ciao, tu sei, tu sei… no dai ascolta, non mi ricordo più chi sei, scusami ma…»
«Lavoravamo insieme????»
«…è vero!!! Scusami sai, ma, eravamo in molti e poi, sei un po’ ingrassato o sbaglio?».
Per me è normale fare queste figuracce, comunque sia, io e il mio ex collega, iniziamo a parlare del più e del meno fino a quando inevitabilmente, al centro dei nostri discorsi si insinua il tema lavoro.
Scopro così che nella ditta dove ho lavorato fino al settembre 2007, non tira una buona aria, o meglio, non si tratta di aria, si tratta a quanto pare di una nuova tornata di “esuberi da incentivare all’esodo” il tutto chiaramente con la supervisione dei sindacati che anche questa volta applicheranno la politica del meglio cinquanta che trecento, e così sarà fino a quando i trecento saranno tutti precari, anzi, lavoratori a disco orario.

E poi?

Che pazzia, come si fa a pensare di ridurre così il mondo del lavoro?
Come si fa a permetterlo?
Chiaramente il fatto che molti miei ex colleghi debbano subire continue riduzioni d’orario obbligatorie, non mi ha fatto molto piacere.
Ci salutiamo, solo dopo aver cercato di dargli coraggio, dicendogli che non deve preoccuparsi «in Lombardia, chi ha voglia di lavorare trova sempre qualcosa da fare, basta accontentarsi, vai tranquillo»
(ormai però, ci credo poco anch’io).

sabato 18 ottobre 2008

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter è un ragazzo sfortunato, vive nel sottoscala degli zii, i Dursley, a volte gli capitano strane cose che non riesce a spiegarsi e che non vorrebbe assolutamente fare capitare.
La sua vita scorre piatta e senza gioia, fino a qualche giorno prima del suo undicesimo compleanno, quando inaspettatamente riceve una misteriosa lettera, che a causa della perfidia degli zii, non riesce a leggere, ma... il mittente non desiste e utilizzando come postini dei gufi, inizia a spedire migliaia di lettere, tutte metodicamente distrutte dai soliti zii, che per porre fine a questa storia delle lettere, decidono di trasferirsi su di un isola deserta, in una baracca fatiscente.

Il giorno del suo undicesimo compleanno però alla porta della catapecchia bussa qualcuno, è senza dubbio un essere gigantesco, tutto trema, la porta viene addirittura sfondata, tra il terrore generale Harry Potter conosce Hagrid.

La sua vita cambia drasticamente e finalmente Harry scopre la vera storia sulla scomparsa dei suoi genitori, quindi il motivo che lo obbliga a vivere da recluso.

In Hagrid trova un amico e grazie ai suoi consigli, si prepara ad affrontare un'esperienza straordinaria nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, presidiata da Albus Silente.

giovedì 9 ottobre 2008

Il diritto di morire

I progressi medici e scientifici degli ultimi anni ci hanno in qualche modo illusi di aver quasi raggiunto l'immortalità, facendoci dimenticare che la morte è un fatto biologico.
La malattia, sostiene Veronesi, stabilisce una relazione così stretta fra medico e paziente da far sì che il medico sia in grado di interpretare le volontà dell'ammalato, non ultimo il rifiuto di sottoporsi a cure inutili, e il desiderio di morire con dignità. Il libro, delinea la posizione intorno a questo tema dei vari Stati europei dove con l'eccezione di Olanda e Belgio, l'eutanasia è equiparata all'omicidio. Illustra infine il problema del difficile accesso alle cure palliative in Italia, dove esistono ostacoli legislativi all'uso farmacologico degli oppiacei.
A volte, quando mi capita di parlare di questo tema, non esito a sostenere che piuttosto che passare molti anni attaccato ad una macchina, preferirei l'esatto contrario, non voglio dire che non sia giusto fare il possibile per cercare di salvare una vita umana, ma accanirsi, non lo trovo giusto.
Chiaramente, è inutile dire che su un tema del genere, così delicato, personale, sia veramente difficilissimo avere le ideee chiare, magari condivise anche da altri, ma proprio perchè si tratta di idee personalissime, secondo me, non dovrebbero essere imposti nè l'accanimento, nè l'eutanasia.

martedì 30 settembre 2008

Cry & Alfo

Come già detto in passato, quest'anno settembre, per quel che mi riguarda è senza dubbio il mese dei matrimoni.
Quindi, ecco un nuovo matrimonio.
Si è celebrato il ventisette di settembre a Monza, all'interno del parco, per la precisione nella stupenda Villa Mirabello .
Devo dire con tutta onestà che nonostante sia stato un matrimonio con rito civile (velocissimo) a tratti è stato veramente emozionante.
Per l'occasione mi sono molto volentieri trasformato in un perfetto chauffeur con tanto di mercedes clk cabrio.
E così, dopo una bella cerimonia, una bella macchina, un bel chauffeur... beh, chiaramente il pranzo nuziale doveva essere all'altezza, e lo è stato.
Dopo aver fatto una mezz'oretta d'auto, anche grazie alle molte soste dovute agli invitati che non conoscevano la strada e rimanevano indietro, nonostante l'andatura da crociera, finalmente si arriva al ristorante.
Semplice, bello.
La prima cosa che chiaramente mi piace è la presenza del Karaokatore... sì dai il tizio che canta un paio di canzoni (mediocramente) fino a quando qualcuno (io) non lo spegne e inizia una sorta di concerto.
Per fortuna a volte c'era qualcun'altro che si cimentava nell'arte del bel canto così io ho potuto anche mangiare.
Scherzi a parte, a me piace molto cantare, e se la gente apprezza, proprio com'è accaduto sabato, mi piace ancora di più.
Un'altra particolarità che sicuramente mi ha divertito è stata la presenza di un cameriere pazzo, un simpatico personaggio che molto abilmente si è confuso nello staff dei camerieri, ma proprio come descritto dal nome, il suo scopo non è servire ai tavoli, bensì, sabotare, disturbare tanto da rischiare a volte "l'incidente diplomatico".
Non si può non citare poi il caricaturista, un personaggio alquanto bizzarro, ma abilissimo nel riprodurre e nel catturare le particolarità dei volti che disegna.
Io per quel che mi riguarda, ho provato a metterlo in difficoltà, continuando a chiudere un occhio, poi l'altro, oppure, ridere e/o fare la linguaccia, insomma ho fatto molte espressioni differenti, il risultato, l'ho trovato divertentisssimo, tanto da pubblicarlo.
Non mi rimane che augurare ai novelli sposi ogni gioia e una vita piena d'amore.
Good luck_Viel Glück_Buena suerte_Buona fortuna_Bonne chance_頑張って_Onnea_祝您好運

venerdì 19 settembre 2008

Termoscud

Mi preparo ad affrontare la brutta stagione.
Tra tutti gli accessori che rendono meno rigida la stagione fredda, il primo che ho acquistato è
Termoscud.
L’ho pagato ottantanove euro, proprio presso il concessionario dove ho acquistato il
TMax.
Cos’è?
Beh, trattasi di coperta stile anzianotto su poltrona, che, secondo la ditta produttrice aiuta ad affrontare i disagi invernali.
Vedremo se soddisferà le mie attese, per ora comunque, l’ho acquistato, poi, si vedrà.
Speriamo in bene, o se proprio bene non è, che perlomeno sia un inverno mite.

lunedì 15 settembre 2008

Carrefour e i bambini

È solo per caso, anzi è grazie alla visita fatta ad Andrea Beggi, che sono venuto a conoscenza di questa triste e disgustosa storia.
Certe volte, quando sento storie di
questo genere, mi viene la pelle d’oca.
Quando Dio distribuiva la sensibilità e il rispetto verso il prossimo, le bestie citate nella storia dov’erano? Erano forse impegnate a giocare a biglie?
Vergogna, la cosa ridicola è avere poi la certezza che se per caso questa brutta storia dovesse essere presa in considerazione veramente da
Striscia la notizia, tutto verrebbe sotterrato in men che non si dica, penso proprio che Carrefour, non mi vedrà per un bel po’ di tempo.

domenica 14 settembre 2008

... non mi sono ancora preparato

Che ridere,
improvvisamente oggi, a pranzo, durante il TG5, non sono riuscito a resistere... scusate ma è più forte di me, muaaahahahaahahah... passa un servizio di politica/propaganda che parla di una festa della Lega Nord, sono scoppiato a ridere.
C'è un palco, c'è una folla, c'è un politico che tiene un comizio, ma sopratutto c'è una scritta che mi fà scompisciare dalle risate "uomini delle colonie padane, preparatevi" ... a giudicare dalla fotografia (e dal servizio TG5), mi è venuto spontaneo chiedermi se quest'anno carnevale arriva prima, in tal caso, mannaggia, non mi sono ancora preparato.
È grave?

martedì 9 settembre 2008

9 Settembre

Sembra ieri.

Sembra passato poco tempo da quando improvvisamente, tutti i canali radiofonici e televisivi concentrarono la loro attenzione su una sola notizia.

Improvvisamente, la politica e la cronaca, passarono in secondo piano...il mondo era molto diverso, molto diverso, era più bello, più romantico... o forse c'era ancora chi cercava di renderlo tale, poi, improvvisamente per molti italiani, qualcosa è cambiato.
Rimangono però i suoi capolavori, chi, prima o poi, per caso o per volere non si è trovato a canticchiare una sua canzone?
Lucio Battisti, per me non è possibile stabilire quale possa essere la sua canzone più bella, quello che posso dire però è che manca proprio uno come lui, che con le sue interpretazioni riusciva a toccare il cuore del pubblico.
Dopo dieci anni caro Lucio, mi ritorni in mente.

lunedì 8 settembre 2008

Crypto

Washington, sabato pomeriggio.
La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia del NSA (National Security Agency), è convocata d'urgenza nell'ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato ad una velocità strabiliante.
Pochissimi sanno dell'esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell'era d’Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazioni del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale", così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell'informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per la NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello.
I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l'operato del NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, corre il rischio di creare l'anarchia e di assicurare libertà d'azione a spie e criminali.

domenica 7 settembre 2008

Lory & Dave

Settembre quest'anno mi offre anche due matrimoni.
Il primo matrimonio è stato molto carino, originale.
6 settembre 2008
La sposa è arrivata emozionatissima e bellissima a bordo di un'Alfa Romeo 1750 grigia metallizzata... che macchina, stupenda.
Rito civile... fulmineo.
Pranzo nuziale a buffet:
antipasto misto all'italiana
My way "Frank Sinatra"
canapès assortiti
misto di quiche salate
sfoglie salate miste
Your song "Elton John"
pinzimonio
salmone affumicato con burro e crostini
crudo e melone
polentina in guazzetto di moscardini
lasagnetta classica
strozzapreti vegetariani
Acqua e sale "Mina & Celentano"
L'emozione non ha voce " Adriano Celentano"
Ogni volta "Vasco Rossi"
grigliata mista di carne
A te "Jovanotti"
torta nuziale
Good luck_Viel Glück_Buena suerte_Buona fortuna_Bonne chance_頑張って_Onnea_祝您好運

sabato 6 settembre 2008

TiMmy

«no, secondo me per uno come te, che non è appassionato di moto, o meglio che non capisce niente di moto, è troppo ».
Questo è uno dei commenti/consigli che mi sono sentito dire/dare da un amico al quale avevo anticipato l’intenzione di
acquistarlo.
Sicuramente tutte le persone (compreso il mio amico che me lo sconsigliava) alla domanda: «dammi un consiglio, secondo te, che sei un vero intenditore… quale potrebbe essere uno scooter che meriterebbe di essere acquistato? » beh, tutti, dico proprio tutti, motociclisti, meccanici, concessionari mono o multi marche, piloti ed ex piloti, giovani, meno giovani, cani, gatti, topi, criceti, tutti insomma hanno risposto allo stesso modo. Strano ma vero.
Io in realtà, sono sempre stato affascinato anche da un altro
scooter, ma a tutti e ripeto a tutti i miei "consiglieri", al solo pensiero, si dipingeva sul viso una smorfia di disapprovazione mentre invece i commenti erano più o meno così « scherzi vero? Guarda che è bello esteticamente ma la meccanica… è come guidare una poltrona, poi vedi tu» io devo essere sincero, non sono mai stato un grande appassionato di moto, sono un vero “ignorante” proprio per questo motivo, ho deciso di seguire il consiglio, così la scelta è caduta proprio su ciò che tutti mi consigliavano.
Io non so se è stata la scelta giusta, ciò che so, sicuramente, è che fino ad ora, non posso proprio lamentarmi, è proprio bello girare con un mezzo del genere, poi in futuro quando magari avrò un po’ più d’esperienza, giudicare sarà più semplice.
Nel frattempo, nel dubbio, me lo godo e come faccio spessissimo, gli ho dato un nome proprio: TiMmy .
«secondo me per uno come me, che non era appassionato di moto, o meglio, che non capisce niente di moto, TMax, è quello giusto»