IL VECCHIO BLOG DI ADRIANO Creative Commons License
                                        
         
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domenica 4 gennaio 2009

Il presidente bonsai

Quando è partito per la campagna elettorale su una nave da crociera. Quando ha annunciato di voler benedire Palazzo Chigi. Quando parla di se stesso in terza persona chiamandosi "il signor Berlusconi". Quando organizza manifestazioni di piazza contro le decisioni prese dal suo stesso governo...


25 aprile, giorno feriale


Uno che ha vinto le elezioni ma non è ancora premier non è obbligato a celebrare pubblicamente le feste nazionali. Eppure certo sarebbe bello, nel giorno in cui l'Italia festeggia la Liberazione, vedere Silvio Berlusconi -che ha sempre avuto una evidente allergia alla parola «antifascismo» -fare almeno un salto alle Fosse Ardeatine. Sarebbe il segno visibile che, come ci era stato annunciato dopo la netta vittoria del 13 aprile, il Berlusconi di oggi non è lo stesso del '94, e neppurelo stesso Berlusconi del 2001. Invece non accadrà nulla di tutto questo. Interrogato da un cronista sui suoi programmi per oggi, il leader del Pdl ieri ha risposto: «Domani lavoro». Niente festa, dunque. Il 25 aprile per lui è un giorno come un altro. Feriale. Al primo test, abbiamo avuto la conferma di quello che purtroppo sospettavamo: è il Berlusconi di sempre.

sabato 3 gennaio 2009

La carta regionale dei servizi

Bell'idea veramente,

infatti appena ho saputo che in edicola era disponibile un lettore di carte magnetiche, sono andato di corsa ad acquistarlo, ho subito pensato al risparmio di tempo e poi chiaramente all'importanza di poter verificare da solo la correttezza dei miei dati.

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto per esaurimento del prodotto da me ricercato, finalmente… «Buongiorno, ho sentito parlare di un lettore di tessere magnetico in vendita con alcuni giornali» dalla faccia dell’edicolante ho capito di essere stato fortunato, infatti, «…è l’ultimo, sono andati via come il pane, vuole anche il quotidiano?» «No grazie, non pago le bugie, io».
E così con l’apparecchio tanto agognato, mi precipito a casa per poter finalmente entrare negli archivi segreti che riguardano la mia persona. Leggo le istruzioni e scopro che per essere utilizzabile richiede l’installazione di un software, no problem, la confezione contiene un cd d’installazione e un libretto d’istruzioni ben dettagliato.
Il mio entusiasmo si smorza quando scopro che oltre al lettore di carte magnetiche, oltre all’installazione di un software, per poter accedere ai miei segretissimi dati personali mi serve un
PIN, giusto la privacy è privacy.
Sicuramente, penso, la
Regione Lombardia, che è all’avanguardia su moltissime tematiche, avrà studiato un modo per assegnare il PIN direttamente da internet.
E invece no.
Per avere il Codice PIN, con rilascio immediato, ci si deve recare presso gli
sportelli di Scelta e Revoca dell'ASL con la CRS e un documento d'identità.

Questa non ci voleva proprio, quando ci vado all’ASL?

Idea, le feste Natalizie sono l’ideale.
Così ieri sono andato all’ASL per avere il codice PIN e poter finalmente utilizzare il mio lettore di smart card. Mi sono subito reso conto che la mia stessa idea l’hanno avuta almeno altre cento persone, ma non basta, c’è un solo sportello aperto con “ciliegina sulla torta” una gentile e disperata signorina che ripete in continuazione alla folla inferocita che è spiacente, ma il computer non funziona.
Chiaramente non ho perso tempo inutilmente, prima o poi troverò ancora il tempo e la voglia di riprovarci. Una domanda però continua a tormentarmi: perché la
Regione Lombardia, che è all’avanguardia su moltissime tematiche, non ha studiato un modo per assegnare il PIN direttamente da internet?

mercoledì 31 dicembre 2008

Il mercante di fiori

Proprio come quando lo ascoltavo alla radio con "Zombie, morire sparsi, rinascere uniti" una fantastica trasmissione che me lo ha fatto conoscere, con questo libro Diego Cugia mi ha letteralmente rapito, era tanto tempo che non mi appassionavo così tanto nella lettura di un romanzo, ma questa volta devo ammetterlo, ho fatto le ore piccole.

La cosa che mi ha subito colpito di questo libro è che ci si trova praticamente sempre in un dialogo tra due o più persone, i personaggi sono tanti ma grazie ad un ritmo frenetico e ad una trama appassionante è veramente difficile interrompere la lettura...



Migliaia di ragazze spariscono ogni anno, rapite dalla criminalità organizzata.

Viaggiano imprigionate nelle stive di navi da carico, smistate sulla collina dei rifiuti di Bangkok, vendute nei locali del Golfo del Siam gestiti dai signori della droga, battute all'asta sulla piattaforma petrolifera in disuso di Macao Point. Questo è il destino che toccherà anche a una giovane italiana rapita durante il suo viaggio di nozze in Thailandia, se un miracolo non interverrà a salvarla. Da solo, senza l'ambiguo aiuto della diplomazia internazionale o della polizia locale, suo marito dovrà far avverare questo miracolo, fronteggiando l'uomo che siede al vertice della tratta della bianche, il Mercante di Fiori, inafferrabile schiavista, che nasconde il suo vero nome dietro decine di identità fittizie e sembra avere complici ovunque... "Il Mercante di Fiori", è un atto di denuncia senza mediazioni contro gli orrori del nostro presente.

lunedì 29 dicembre 2008

Voglio il trenino

Anche quest’anno grazie al S. Natale in casa sono arrivati nuovi passatempi, nuovi libri nuovi abiti, nuovi giochi.
Tra i giochi ricevuti a Natale da bambino, ricordo ancora con piacere il trenino elettrico, sì il mitico
trenino elettrico della Lima, bellissimo, ricordo ancora la speranza che fosse proprio quello il regalo, i giorni e le notti erano scanditi da un solo pensiero, quando i miei mi chiedevano cosa volessi di regalo per Natale «voglio il trenino, voglio il trenino» …la risposta era solo e sempre quella, poi al momento di scartare i pacchi capivo che il dono ricevuto era proprio ciò che più desideravo, la gioia era veramente tanta, per non parlare poi dell’emozione che accompagnava il montaggio dei binari corredati di passaggi a livello e semafori per segnalare l’imminente arrivo della locomotiva, quante ore ho passato a guardare girare il mio trenino della Lima.
Un altro gioco che mi ha fatto passare molte notti in bianco nella speranza di riceverlo è la
pista delle macchinine Polistil, anche in questo caso la gioia che accompagnava l’assemblaggio della pista era veramente tanta, anche se gli scontri con i miei amichetti su dove collocare la curva parabolica a volte finivano in vere e proprie risse, ricordo poi la difficoltà nel fare stare la propria macchinina in pista, a volte era frustrante vedere i più grandicelli girare tranquillamente grazie ad una maggiore capacità di dosare la potenza della auto comandata… a tal proposito ho trovato in rete questo bel gioco gratuito che rende l’idea alla perfezione.
Questi sono solo due dei molti giochi che ho amato da bambino, quasi tutti i giochi della mia generazione però avevano il non trascurabile difetto di non unire la famiglia, a parte i primi attimi di gioco… invece quest’anno Babbo Natale ci ha fatto trovare sotto l’albero, un bel gioco che offre la possibilità di giocare da soli o in compagnia, grandi e/o piccoli, un gioco così divertente che non ci si limita a giocare solo la prima mezz’oretta,
Nintendo Wii, che ridere e che sfide, è proprio divertente , finalmente un gioco che unisce grandi e piccoli, e dettaglio non trascurabile, fa calare la pancia, il gioco ideale per grandi e piccini.

martedì 23 dicembre 2008

Non ti lascerò mai solo (Un uomo, un cane, un grande amore)

Francesco è uno che se la gode alla grande.
Single di successo, ha trovato il suo equilibrio fra donne, lavoro, palestre, auto e vestiti alla moda. Equilibrio a cui non vuole rinunciare per nulla al mondo.Nella sua vita è entrata da qualche mese Mia, un'americana, bella, intelligente e disponibile a una convivenza seria ma non claustrofobica. Però ha un difetto: ama gli animali in generale e i cani in particolare. Ecco perché un bel giorno un vivacissimo cucciolo fa il suo ingresso in casa della coppia: Poldo.È un meticcio di sette mesi trovato per strada. È vivace, un po' maldestro, desideroso di coccole e curioso di scoprire ogni angolo della casa.All'inizio la vita di Francesco non si sposta di una virgola. Come da accordi con la fidanzata, lui non vuole occuparsene e il cane è affidato solamente alle cure di Mia. Ma quando lei è costretta a volare oltreoceano per assistere il padre gravemente malato, Francesco si trova a dover fare i conti in prima persona con le insopprimibili necessità di Poldo: mangiare, bere, sgambettare nel parco, giocare con gli altri cani e soprattutto dare e ricevere l'affetto del padrone. Anche se il padrone non lo vuole.Strattonato al guinzaglio da Poldo e schiaffeggiato nell'orgoglio dalla lontananza di Mia, Francesco cerca in tutti i modi di liberarsi del cane. Finché un pomeriggio un evento imprevedibile cambia radicalmente la sua vita.Non ti lascerò mai solo è la storia di un amore fra un uomo e un cane. Un amore inaspettato e quindi ancora più coinvolgente. Giorgio Panariello ha scelto la formula del romanzo per raccontare la sua grande passione per i cani. Anche a lui, come al protagonista di questo romanzo, Crusca e Zeus hanno cambiato la vita. In meglio, ovviamente.
... divertente e commovente, un bel libro che descrive un rapporto inizialmente difficile sia per il cane che per il padrone, ma poi, proprio come accade nella vita qualcosa cambia e il rapporto prende una nuova piega.
Grazie ad un linguaggio semplice, questo romanzo scorre rapido, si lascia leggere con facilità, consigliatissimo a chi come me ama gli animali e ha la fortuna di fare un pezzo di vita con un cane che chiaramente, come tutti i cani riesce sempre a dare molto più di ciò che riceve.

domenica 21 dicembre 2008

21 dicembre...

I primi auguri li ho ricevuti ieri sera al ristorante, dal tizio che faceva piano bar improvvisamente sento dire "... auguri ad Adriano per i suoi..." poi usciti dal ristorante dai parenti/amici con i quali ho trascorso un bel sabato sera a suon di cibo e musica, poi ancora a casa dalla mia famiglia... è stata proprio una bella sorpresa il regalo che mi hanno fatto, un bel portabottiglie che rappresenta uno strano personaggio intento a suonare la chitarra, devo ammettere che solo chi mi conosce realmente molto bene poteva interpretare le mie passioni musica & buon vino in un modo così originale, grazie di cuore. Proprio adesso mentre sto scrivendo, ho ricevuto un SMS dal mio gestore telefonico, TIM che oltre a farmi gli auguri mi regala trenta lune... io preferisco il sole... ma va bene lo stesso, grazie.

mercoledì 17 dicembre 2008

Harry Potter e la camera dei segreti

Un nuovo anno scolastico sta per cominciare ad Hogwarts, Harry Potter non vede l’ora di rivedere i suoi vecchi amici, non si sono mai fatti vivi nonostante le promesse di scriversi delle lettere, non vede l’ora che la scuola riprenda anche per via dei suoi zii che lo trattano molto male e per l’odioso cugino che non perde occasione per picchiarlo.
La giornata è di quelle importantissime per gli zii, i Dursley, che ospiteranno per cena un ricco costruttore e la moglie, un affare importantissimo potrebbe andare in porto e chiaramente Harry non deve farsi nemmeno vedere in giro, nessuno degli ospiti deve sapere della sua presenza, così Harry dopo essere stato nuovamente minacciato «Ricorda ragazzo un solo rumore e…» raggiunge la sua camera da letto in punta di piedi, chiude la porta, si volta con il solo desiderio di buttarsi sul letto, ma il letto è già occupato, lo spavento è grosso, solo dopo essere riuscito a non urlare per la sorpresa e dopo essere tornato ad avere il pieno controllo di sè riesce a dire nervosamente «Ehm… salve» ad una piccola creatura con due enormi orecchie da pipistrello e due occhi verdi sporgenti, grandi come palle da tennis.
«Harry Potter è tanto tempo che Dobby voleva conoscerla, signore… è un tale onore»
Tanti nuovi personaggi accompagnano Harry in questa nuova avventura, dall’elfo domestico Dobby al professore Gilderoy Allock, da Tom Riddle alla fenice Fanny.

giovedì 11 dicembre 2008

Incredibile

È incredibile.
Tutto, dico proprio tutto filava nel migliore dei modi, molto impegno, molto lavoro.
Poi inaspettatamente i primi segnali che non stava andando tutto bene, l’impegno era sempre molto, il lavoro sempre tantissimo, ma c’era qualcosa di diverso nell’aria, nel rapporto datore di lavoro/dipendente era cambiato qualcosa.
Infatti, la conferma non è tardata «… quando ti scade il contratto? Be sappi che molto probabilmente non te lo rinnoverò»
Così su due piedi, inaspettatamente, non ci credevo, avrò sentito male, frainteso, invece avevo capito proprio bene. «… perché?» mi sono sentito in diritto/dovere di domandare solo dopo aver lasciato passare un paio d’ore, solo perché pensavo che forse, quando mi sono sentito dare una notizia così importante, grave, chi me la diceva era probabilmente fuori di se per qualche affare andato male, forse un investimento sbagliato, forse … mi sbagliavo di grosso, chi mi ha detto questa cosa, ho capito poi, è un esserino frustrato e alquanto ignorante, circondato da tante zecche che lo stanno dissanguando, quei tipi che quando lui è presente lavorano come pazzi, corrono, gli sorridono lo adorano, appena si gira però, parte la festa, il cazzeggio e alle spalle gli arrivano tanti di quegli insulti da fare impallidire uno scaricatore di porto, mi domando come possa essere possibile che un
imprenditore preferisca certa gente falsa piuttosto di … ma sì, lasciamo stare và. Ultimamente ho avuto il piacere di vedere ad Annozero nella puntata del 27/11/08 "Pane e ottimismo", Diego Della Valle , mi ha impressionato positivamente, ha ragionato sì da imprenditore, ma anche da persona coerente che si rende conto del periodaccio dovuto alla crisi, il mio caro datore di lavoro invece alla mia domanda «… perché?» ha saputo rispondere « … che questo è solo l’inizio, la colpa è di tutti quei comunisti di merda, io mi sono fatto da solo invece voi dipendenti siete solo dei ladri che approfittano della tutela di un contratto maledetto, io farei contratti settimanali, altroché, ma vedrai l’anno prossimo dovrete correre, piangere…»
Finita questa deliziosa chiacchierata, ho capito che il mio caro datore di lavoro non è fuori di sé, è semplicemente pazzo, incredibile, non me ne ero accorto.

domenica 30 novembre 2008

Salsa di soia

Sbagliare è umano.
Ieri sera siamo stati in un ristorante giapponese di Sesto San Giovanni, niente di particolare, l’unica anomalia per essere un ristorante giapponese è la possibilità di scegliere anche piatti di cucina italiana, pizza, spaghetti carne o pesce cucinati secondo la nostra usanza. È chiaramente un’anomalia perché fino ad ora mi è capitato di vedere ristoranti cinesi con pizzeria, oppure pizzerie gestite da egiziani, ma quest’abbinamento onestamente non lo avevo mai visto.
Sinceramente non era la prima volta che andavamo in questo ristorante e la motivazione è stata sempre la stessa: la voglia di mangiare fuori senza però essere tutti d’accordo su cosa mangiare.
Infatti, non è raro iniziare con «stasera mangiamo fuori?» ma dopo pochi minuti trovarsi tutti su posizioni differenti, «io voglio mangiare giapponese», «io pizza», «io cinese», «a me invece andrebbero due spaghetti», che casino, la soluzione sono proprio questi posti che in tutta onestà non offrono una qualità eccelsa in ciò che propongono, ma accontentano un po’ tutti.
Il locale quindi è l’ideale per comitive dai gusti diversi proprio come noi ieri sera.
Il mangiare giapponese è solitamente servito accompagnato dalle salse tradizionali, per esempio, la
salsa di soia. È proprio la salsa di soia il bivio della serata, perché quando la cameriera si è approssimata al nostro tavolo con una piccola torre composta da piattini destinati a contenere le salse e una piccola teiera contenente proprio la salsa di soia, forse a causa di una piccola scossa sismica nell’avambraccio destro… splash, signore e signori, eccovi servita la salsa di soia … sui giacconi.
«Noo cacchio» questa è stata l’esclamazione della povera cameriera, noi abbiamo provato a tranquillizzarla «non si preoccupi, niente di grave» ma avvolti da un forte odore di salsa e nell’imbarazzo generale, riprendere la nostra cena come se niente fosse, non è stato semplice, però ci siamo riusciti, abbiamo cenato, chi con la pizza chi con il
sushi o sashimi, abbiamo preso il dolce e dopo aver scambiato due chiacchiere, ci rechiamo alla cassa per pagare.
È a questo punto che succede una cosa alquanto imbarazzante, e dire imbarazzante è poco perché la cameriera/cassiera anziché porgermi il conto, allunga una banconota da 20 € «siamo a posto così, questi sono per la lavanderia».
Preso così, senza un minimo preavviso, resto praticamente imbambolato, ma, l’imbambolamento dura un secondo, poi, inizia il valzer del “no, senta, non è proprio il caso, per noi non è successo nulla…” la posizione della cameriera/cassiera però non cambia nemmeno di un millimetro, in sostanza ci ha costretti quasi a scappare, voleva offrirci, amari, liquori, caffè, dolci…
In auto, tornando a casa, riconsiderando l’accaduto, mi domandavo quante volte, nella vita mi è capitato in un ristorante di avere a che fare con persone che ammettono senza nessun problema di aver sbagliato e addirittura non ti presentano il conto, ancora adesso, dopo quasi un giorno, non sono riuscito a ricordare niente di simile.
Sbagliare è umano, ammetterlo, richiede una grande umanità.



giovedì 27 novembre 2008

Culo 10, anima 1

La crisi di questi giorni è senza dubbio un banco di prova molto impegnativo per molti, lo è per tutti i dipendenti pubblici e/o privati che stanno perdendo il posto di lavoro, lo è per tutti i pensionati che la loro vita lavorativa la hanno alle spalle, lo è per i piccoli commercianti.
Lo è anche per gli imprenditori.
Gli imprenditori si dividono in molte categorie, oggi ho avuto modo di comprendere meglio il modo di ragionare del mio attuale datore di lavoro, così l’ho potuto collocare nella categoria degli imprenditori che hanno “piùculocheanima”
Il culo lo hanno perché sono stati sfacciatamente fortunati, sono nati in famiglie benestanti che magari avevano già un’attività propria che gli ha permesso di poter tentare una loro strada, il culo lo hanno perché ci vuole proprio una bella faccia da culo a lamentarsi in continuazione dei propri dipendenti che a loro dire non li rappresentano e non capiscono niente di ciò che fanno.
Non hanno anima perché in un momento di crisi come questo non hanno il minimo scrupolo a lasciare a casa, senza un lavoro, senza un reddito, i loro dipendenti, quelli che magari prima di ricevere il benservito si facevano in quattro per mandare avanti nel migliore dei modi il loro lavoro.
Cari imprenditori con “piùculocheanima” come siete soli, non avete nessun amico, tutti cercano di fottervi, in vostra presenza tutti i vermi strisciano ai vostri piedi, ma appena vi allontanate ricevete tonnellate di “veleno e feci” ( che bella immagine vedere certa gente completamente sommersa dalla merda) cari imprenditori con “piùculocheanima” avete mai pensato anche solo per un secondo, magari di notte mentre siete nel vostro letto a ricaricarvi dalle fatiche di una giornata passata a umiliare tutti quelli che sfiorate, avete mai pensato, dicevo, che fate proprio schifo?

mercoledì 26 novembre 2008

Eluana (la libertà e la vita)

"Se non posso essere quello che sono adesso, preferisco morire."
Eluana Englaro aveva vent'anni quando ha pronunciato queste parole di fronte alla tragedia di un suo caro amico in coma. L'anno successivo, il 18 gennaio 1992, Eluana resta vittima di un gravissimo incidente stradale.
La rianimazione la strappa alla morte, ma le restituisce una vita "assolutamente priva di senso e dignità" e dal 1994 è in stato vegetativo permanente: stabile e senza alcuna variazione.
Quando si sono resi conto dell'irreversibilità della sua condizione, Beppino Englaro e la moglie si sono battuti perché venisse rispettata la volontà della figlia, sempre con discrezione e senza proclami, prendendo sulle proprie spalle il dolore di molti altri genitori che, come loro, una sorte avversa ha costretto a chiedere quello che mai un padre o una madre chiederebbero.
Da quando poi la Corte d'appello di Milano, il 9 luglio 2008, ha autorizzato il padre-tutore a disporre l'interruzione del trattamento di alimentazione artificiale, l'esplosione dei dibattiti e dei ricorsi ha trasformato la vicenda di Eluana in un caso mediatico senza precedenti.
Oggi, Beppino Englaro, insieme a Elena Nave, racconta con semplicità e passione la storia di questa lunga battaglia, facendo chiarezza sui miti pseudoscientifici utilizzati per disorientare l'opinione pubblica e spiegando una realtà che potrebbe cadere addosso a chiunque e che non può lasciare indifferente nessuno perché, come scrive il padre, “la cosa importante, davvero importante, è non avere contro se stessi, la propria ragione, la propria coscienza”
La grande tragedia che ha colpito la famiglia Englaro è veramente straziante.
Un particolare che non ho mai considerato è come in una situazione del genere, si debbano imparare termini medici e giuridici che normalmente non si usano, così all’immenso dolore, si aggiunge un grandissimo sforzo intellettuale ed economico, la vita diventa un vero inferno.
Purtroppo, proprio per il grande uso di un linguaggio troppo tecnico, non sono riuscito a portare a termine questo libro.

mercoledì 19 novembre 2008

STOP THE WHALES MASSACRE IN Fær Øer

Tutti gli animali diffidano dell’uomo, e non a torto: ma una volta sicuri che non gli si vuol nuocere, la loro fiducia diventa così assoluta che bisogna essere proprio un barbaro per abusarne.


Jean Jacques Rousseau

Stop the whales massacre!

... a volte è l'uomo la vera bestia.

sabato 15 novembre 2008

Caos calmo

Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo. Per la legge quest’ultima affermazione non è corretta, perché io e Lara non eravamo sposati; ma poiché stavamo insieme da dodici anni, e vivevamo insieme da undici, e abbiamo fatto una figlia che ora ne ha dieci, e se questo non bastasse avevamo per l’appunto deciso di sposarci (“finalmente”, hanno detto in tanti), e avevamo già cominciato a ricevere i regali, e all’improvviso Lara è morta, e nel giorno in cui avrebbe dovuto essere celebrato il matrimonio c’è stato il suo funerale, la legge non è il punto di vista migliore per inquadrare questa faccenda.


Pietro Paladini, il protagonista di questo romanzo reagisce alla tragica scomparsa della sua compagna bizzarramente, passa le sue giornate fuori dalla scuola della figlia, dall’entrata all’uscita lui rimane lì, è convinto che così la Piccola Claudia riuscirà ad affrontare meno dolorosamente la tragedia. Involontariamente, diventa per molti una sorta di valvola di sfogo, così invece di elaborare il proprio dolore, si ritrova suo malgrado, ad assorbire i dolori e le paure altrui. Moltissimi insospettabili faranno capolino per sfogarsi; da suo fratello, un ricco e famoso stilista alla bellissima cognata, single e madre di due/tre figli, dal mega manager che potrebbe polverizzarlo in un secondo alla bella ragazza che porta ai giardinetti il cane.

sabato 8 novembre 2008

Passeggiando tra le moto

CLICK PER INGRANDIREInaspettatamente, oggi abbiamo deciso di andare all’EICMA.
Inaspettatamente perché avevamo deciso di andarci domani, poi la bella giornata di sole ci ha convinti a cambiare i piani. Mi aspettavo molta più gente, fortunatamente abbiamo trovato un piccolo muro umano solo in prossimità dello stand Lambretta dovuto ahimè… non alla motocicletta ma all’altrettanto famosa soubrette Valeria Marini.
È bello girare in una fiera del genere, ci sono moto fantastiche da poter vedere, toccare e naturalmente…sognare, c’è la possibilità di assistere agli spettacoli acrobatici degli stuntman.
Chiaramente, per motivi diciamo pure, di cuore lo stand che mi è piaciuto maggiormente è stato quello firmato
YAMAHA, si tratta però di un parere un pelino di parte.
Fortunatamente sono stato previdente e mi sono armato della mia fedele macchina fotografica digitale e con lei ho scattato molte foto,
queste sono solo alcune, quelle che più mi piacciono.
Ah, dimenticavo i gadget e i depliants, sono una costante di queste manifestazioni, belli, peccato che poi quasi tutti finiscono nel cestino della spazzatura, quindi si rivelano solo ed esclusivamente per ciò che rappresentano, ovvero, essendo prodotti pubblicitari valgono zero... non a caso vengono regalati.
Ragionando in termini ecologici, non sarebbe meglio evitare di distribuirli? Sicuramente sì, ma visto che si tratta di business, non c'è ecologia che tenga, purtroppo.

sabato 1 novembre 2008

La forbice

Qualcuno avrà votato chi ci governa o sbaglio?


È una delle frasi che da quando c’è questo governo mi trovo a ripetere, chiaramente se si parla di politica.


C’è stata una campagna elettorale, gestita dalla destra un po’ come se si trattasse di una televisione commerciale “tanta pubblicità che promette chissà cosa, ma in realtà dietro c’è la fregatura” mentre la sinistra doveva fondamentalmente pagare la staticità del governo precedente.

Questo è quello che chi governa in questo periodo sa fare bene anzi benissimo, tant’è che se non sbaglio questa è la quarta volta.

Però adesso, dopo pochi mesi, ci s’indigna per le leggi “personali” che se proprio vogliamo dirlo, questo governo le ha sempre fatte, ci si scandalizza per una “cordata salva Alitalia” che molto probabilmente salverà di tutto tranne i posti di lavoro, purtroppo, perché come sempre per una certa linea di pensiero, il lavoratore dipendente è uguale a zero, quindi, non è logico avere sulle proprie spalle tanti zeri, meglio in banca.

Le banche… che schifo, in Italia quante famiglie ogni anno precipitano nel vortice della povertà?


Ecchisenefotte, la banca è del mio caro amico che quest’estate era con me in Sardegna... e io credo nell'amicizia, per questo motivo, prima gli aiuti alle banche, poi...

Basta?
No, non basta.


Due parole, solo due sulla scuola.

Mi viene veramente da ridere, lo giuro, quando solo adesso vedo cortei, scontri, manifestazioni, tribune politiche, opinioni e opinionisti, buona parte degli italiani insomma, criticare questo governo per i tagli e in particolare i tagli alla scuola.

Amici, da sempre, per quel poco che ho capito, funziona più o meno così, sinistra = tasse, teoricamente dovrebbe sfavorire chi non paga le tasse o comunque chi non le paga naturalmente come un lavoratore dipendente “in regola” il quale chiaramente, non ha scelta, mentre, sempre per quel poco che penso di aver capito, destra = tagli, chi è penalizzato? Chiaro, sempre quelli di prima la cosiddetta classe medio/bassa, quella categoria di persone, che le tasse non riescono proprio ad evitarle, detto in parole povere quelle persone che vanno dal dentista dell’A.S.L. che non mandano i figli nelle scuole private, che non hanno l’elicottero, l’aereo o lo yacht, che alla fine del mese hanno, forse, pochi spiccioli, ma soprattutto hanno e avranno sempre la possibilità di non adagiarsi, di non invecchiare, hanno la fortuna di essere precari, quasi schiavi.



«Che palle che sei, dai, cerca di essere ottimista, questo governo, nonostante tutto, ti ha tolto l’I.C.I.»

Siiiiiiiiiiiii stupendooo, mi viene il vomitoo è più forte di meeee...

Spero di sbagliarmi, ma ho l'impressione che la forbice si stia allargando.

domenica 26 ottobre 2008

Il primo tagliando

Mille.
Sono già arrivato al traguardo del primo tagliando, prima di acquistare il
TMax, non pensavo di metterci così poco, ma adesso che ci sono, per me è tutto più che naturale, ho praticamente abbandonato l’uso dell’automobile.
Per ovvi motivi, mi sono recato con la mia compagna presso il rivenditore dove l’abbiamo comprato per stabilire quando fosse possibile lasciarlo in officina.
Appena arrivati, abbiamo fatto una bella passeggiatina nel negozio, abbiamo ammirato tante belle moto fiammeggianti, ci siamo persi in una discussione tanto “pour parler” su quale fosse il casco più bello, sì sul più bello non sul più sicuro, oggi volevamo solo cazzeggiare, non acquistare, infatti, non abbiamo comprato niente… ipip urrà-ipip urrà
Dopo aver visto delle belle giacche da moto (la tentazione di spendere soldi è stata sconfitta anche in questo caso) abbiamo introdotto il discorso tagliando con una gentile signora un pelino priva di spirito.
La gentile signora un pelino priva di spirito, ci spiega molto cortesemente che sarebbe meglio non superare i mille chilometri per motivi a suo dire tecnici… l’impressione che ho avuto è che così facendo, mettono il cliente davanti ad una specie di ricatto “attento! Se superi quella riga, boom!”
Ovviamente, io non amo queste imposizioni, ho la necessità di poter decidere io quando e come spendere i miei soldi, almeno per il tagliando… inoltre come dicevo non uso quasi più l’automobile, perciò per un discorso logistico, l’ideale sarebbe lasciare la moto il venerdì sera e ritirarla il sabato, così escludi oggi, escludi domani, abbiamo stabilito la fatidica data tra un paio di settimane.
Da qui in poi, solo a data stabilita, è iniziato il divertimento, ovviamente per me… «in un paio di settimane comunque, penso che potrei fare altri cento/centocinquanta chilometri, non dovrebbe accadere niente. Sbaglio?»
La risposta è ghiaccio «non saprei fate voi».
«Beh, dai non sono mica tanti, Forrest Gump in una settimana ne avrà percorsi duecentocinquanta di chilometri».
La mia interlocutrice esagera con la risposta, dietro agli occhiali, lontanissimi, due occhiettini piccoli piccoli e fissi «!!!?!!!»
Lo ammetto mi ha spiazzato, non so più che dire, non mi capita spesso di non riuscire a fare la figura del rompiballe, ma, improvvisamente da chissà dove, mentre la mia compagna che prevedendo la mia prossima controbattuta, cambiava i colori del viso rosso-bianco-rosso-viola-rosso-rossissimo con svampate di vapore che fuoriesce dalle orecchie, con tutta la naturalezza del mondo e con un bel ghigno da indiano stampato in faccia parto di nuovo all’attacco «…sì Forrest Gump, quello del film, ce l’ha presente?» niente non favella, adesso ti faccio vedere io «No! non ha mai visto Forrest Gump? in pratica lui correndo, ha attraversato gli USA a piedi… e non ha nemmeno cambiato l‘olio».
A questo punto perdo la speranza, l’espressione della sciura non cambia.
Solo adesso, ripensandoci capisco che il film l’aveva visto e stava solamente applicando una delle frasi celebri di Forrest «la mia mamma mi diceva sempre, ricordati Forrest, stupido è chi lo stupido fa».

lunedì 20 ottobre 2008

Tutto vero, anzi peggio

È tutto vero, anzi peggio.
Oggi approfittando di un giorno libero, sono andato a far visita ai miei vecchi colleghi, ho trovato una situazione a dir poco deprimente.
Quella che fino a un paio d’anni fa era una’azienda sana, forte, che dava lavoro a molte persone, che riusciva a produrre tantissimo, improvvisamente è diventata una ditta spenta, che viaggia al 30% delle proprie possibilità, che obbliga i dipendenti a fare ferie in un periodo in cui nessuno le farebbe e a nessuno servono, è evidente che si tratta di una ditta con grossi problemi.
In una situazione del genere, sarebbe normale aspettarsi da parte di chi ogni giorno dedica le proprie forze per cercare di mandare avanti il carrozzone, un minimo d’incazzatura, invece, niente di niente, tutti tranquilli, con il sorrisino sulla bocca dalla quale però escono i mille dubbi che la mente in questo caso può elaborare.
«andiamo avanti fino a fine dicembre, poi forse a gennaio, probabilmente, niente di certo, però … magari a gennaio potremmo trovare tutto chiuso» tutto ciò mi sarà stato detto in modi diversi, (ma il succo è questo) da almeno venti persone in un paio d’ore, qualcuno a dire il vero ha paventato la possibilità che la ditta possa essere acquistata da chissàchiechissàcome.
Non riesco veramente a credere che nessuno e per nessuno intendo nemmeno uno, abbia manifestato una rabbia giustificata dal rischio di restare disoccupato.
Ragazzi, amici, a me è sembrato tutto vero, reagite, provateci, prima che sia tutto peggio.

«Ciao capo»

«Ciao capo»
Questo è quello che mi sono sentito dire da un ragazzo con un evidente accento “straniero”
«Ah ciao, tu sei, tu sei… no dai ascolta, non mi ricordo più chi sei, scusami ma…»
«Lavoravamo insieme????»
«…è vero!!! Scusami sai, ma, eravamo in molti e poi, sei un po’ ingrassato o sbaglio?».
Per me è normale fare queste figuracce, comunque sia, io e il mio ex collega, iniziamo a parlare del più e del meno fino a quando inevitabilmente, al centro dei nostri discorsi si insinua il tema lavoro.
Scopro così che nella ditta dove ho lavorato fino al settembre 2007, non tira una buona aria, o meglio, non si tratta di aria, si tratta a quanto pare di una nuova tornata di “esuberi da incentivare all’esodo” il tutto chiaramente con la supervisione dei sindacati che anche questa volta applicheranno la politica del meglio cinquanta che trecento, e così sarà fino a quando i trecento saranno tutti precari, anzi, lavoratori a disco orario.

E poi?

Che pazzia, come si fa a pensare di ridurre così il mondo del lavoro?
Come si fa a permetterlo?
Chiaramente il fatto che molti miei ex colleghi debbano subire continue riduzioni d’orario obbligatorie, non mi ha fatto molto piacere.
Ci salutiamo, solo dopo aver cercato di dargli coraggio, dicendogli che non deve preoccuparsi «in Lombardia, chi ha voglia di lavorare trova sempre qualcosa da fare, basta accontentarsi, vai tranquillo»
(ormai però, ci credo poco anch’io).

sabato 18 ottobre 2008

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter è un ragazzo sfortunato, vive nel sottoscala degli zii, i Dursley, a volte gli capitano strane cose che non riesce a spiegarsi e che non vorrebbe assolutamente fare capitare.
La sua vita scorre piatta e senza gioia, fino a qualche giorno prima del suo undicesimo compleanno, quando inaspettatamente riceve una misteriosa lettera, che a causa della perfidia degli zii, non riesce a leggere, ma... il mittente non desiste e utilizzando come postini dei gufi, inizia a spedire migliaia di lettere, tutte metodicamente distrutte dai soliti zii, che per porre fine a questa storia delle lettere, decidono di trasferirsi su di un isola deserta, in una baracca fatiscente.

Il giorno del suo undicesimo compleanno però alla porta della catapecchia bussa qualcuno, è senza dubbio un essere gigantesco, tutto trema, la porta viene addirittura sfondata, tra il terrore generale Harry Potter conosce Hagrid.

La sua vita cambia drasticamente e finalmente Harry scopre la vera storia sulla scomparsa dei suoi genitori, quindi il motivo che lo obbliga a vivere da recluso.

In Hagrid trova un amico e grazie ai suoi consigli, si prepara ad affrontare un'esperienza straordinaria nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, presidiata da Albus Silente.

giovedì 9 ottobre 2008

Il diritto di morire

I progressi medici e scientifici degli ultimi anni ci hanno in qualche modo illusi di aver quasi raggiunto l'immortalità, facendoci dimenticare che la morte è un fatto biologico.
La malattia, sostiene Veronesi, stabilisce una relazione così stretta fra medico e paziente da far sì che il medico sia in grado di interpretare le volontà dell'ammalato, non ultimo il rifiuto di sottoporsi a cure inutili, e il desiderio di morire con dignità. Il libro, delinea la posizione intorno a questo tema dei vari Stati europei dove con l'eccezione di Olanda e Belgio, l'eutanasia è equiparata all'omicidio. Illustra infine il problema del difficile accesso alle cure palliative in Italia, dove esistono ostacoli legislativi all'uso farmacologico degli oppiacei.
A volte, quando mi capita di parlare di questo tema, non esito a sostenere che piuttosto che passare molti anni attaccato ad una macchina, preferirei l'esatto contrario, non voglio dire che non sia giusto fare il possibile per cercare di salvare una vita umana, ma accanirsi, non lo trovo giusto.
Chiaramente, è inutile dire che su un tema del genere, così delicato, personale, sia veramente difficilissimo avere le ideee chiare, magari condivise anche da altri, ma proprio perchè si tratta di idee personalissime, secondo me, non dovrebbero essere imposti nè l'accanimento, nè l'eutanasia.