IL VECCHIO BLOG DI ADRIANO Creative Commons License
                                        
         
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domenica 26 ottobre 2008

Il primo tagliando

Mille.
Sono già arrivato al traguardo del primo tagliando, prima di acquistare il
TMax, non pensavo di metterci così poco, ma adesso che ci sono, per me è tutto più che naturale, ho praticamente abbandonato l’uso dell’automobile.
Per ovvi motivi, mi sono recato con la mia compagna presso il rivenditore dove l’abbiamo comprato per stabilire quando fosse possibile lasciarlo in officina.
Appena arrivati, abbiamo fatto una bella passeggiatina nel negozio, abbiamo ammirato tante belle moto fiammeggianti, ci siamo persi in una discussione tanto “pour parler” su quale fosse il casco più bello, sì sul più bello non sul più sicuro, oggi volevamo solo cazzeggiare, non acquistare, infatti, non abbiamo comprato niente… ipip urrà-ipip urrà
Dopo aver visto delle belle giacche da moto (la tentazione di spendere soldi è stata sconfitta anche in questo caso) abbiamo introdotto il discorso tagliando con una gentile signora un pelino priva di spirito.
La gentile signora un pelino priva di spirito, ci spiega molto cortesemente che sarebbe meglio non superare i mille chilometri per motivi a suo dire tecnici… l’impressione che ho avuto è che così facendo, mettono il cliente davanti ad una specie di ricatto “attento! Se superi quella riga, boom!”
Ovviamente, io non amo queste imposizioni, ho la necessità di poter decidere io quando e come spendere i miei soldi, almeno per il tagliando… inoltre come dicevo non uso quasi più l’automobile, perciò per un discorso logistico, l’ideale sarebbe lasciare la moto il venerdì sera e ritirarla il sabato, così escludi oggi, escludi domani, abbiamo stabilito la fatidica data tra un paio di settimane.
Da qui in poi, solo a data stabilita, è iniziato il divertimento, ovviamente per me… «in un paio di settimane comunque, penso che potrei fare altri cento/centocinquanta chilometri, non dovrebbe accadere niente. Sbaglio?»
La risposta è ghiaccio «non saprei fate voi».
«Beh, dai non sono mica tanti, Forrest Gump in una settimana ne avrà percorsi duecentocinquanta di chilometri».
La mia interlocutrice esagera con la risposta, dietro agli occhiali, lontanissimi, due occhiettini piccoli piccoli e fissi «!!!?!!!»
Lo ammetto mi ha spiazzato, non so più che dire, non mi capita spesso di non riuscire a fare la figura del rompiballe, ma, improvvisamente da chissà dove, mentre la mia compagna che prevedendo la mia prossima controbattuta, cambiava i colori del viso rosso-bianco-rosso-viola-rosso-rossissimo con svampate di vapore che fuoriesce dalle orecchie, con tutta la naturalezza del mondo e con un bel ghigno da indiano stampato in faccia parto di nuovo all’attacco «…sì Forrest Gump, quello del film, ce l’ha presente?» niente non favella, adesso ti faccio vedere io «No! non ha mai visto Forrest Gump? in pratica lui correndo, ha attraversato gli USA a piedi… e non ha nemmeno cambiato l‘olio».
A questo punto perdo la speranza, l’espressione della sciura non cambia.
Solo adesso, ripensandoci capisco che il film l’aveva visto e stava solamente applicando una delle frasi celebri di Forrest «la mia mamma mi diceva sempre, ricordati Forrest, stupido è chi lo stupido fa».

lunedì 20 ottobre 2008

Tutto vero, anzi peggio

È tutto vero, anzi peggio.
Oggi approfittando di un giorno libero, sono andato a far visita ai miei vecchi colleghi, ho trovato una situazione a dir poco deprimente.
Quella che fino a un paio d’anni fa era una’azienda sana, forte, che dava lavoro a molte persone, che riusciva a produrre tantissimo, improvvisamente è diventata una ditta spenta, che viaggia al 30% delle proprie possibilità, che obbliga i dipendenti a fare ferie in un periodo in cui nessuno le farebbe e a nessuno servono, è evidente che si tratta di una ditta con grossi problemi.
In una situazione del genere, sarebbe normale aspettarsi da parte di chi ogni giorno dedica le proprie forze per cercare di mandare avanti il carrozzone, un minimo d’incazzatura, invece, niente di niente, tutti tranquilli, con il sorrisino sulla bocca dalla quale però escono i mille dubbi che la mente in questo caso può elaborare.
«andiamo avanti fino a fine dicembre, poi forse a gennaio, probabilmente, niente di certo, però … magari a gennaio potremmo trovare tutto chiuso» tutto ciò mi sarà stato detto in modi diversi, (ma il succo è questo) da almeno venti persone in un paio d’ore, qualcuno a dire il vero ha paventato la possibilità che la ditta possa essere acquistata da chissàchiechissàcome.
Non riesco veramente a credere che nessuno e per nessuno intendo nemmeno uno, abbia manifestato una rabbia giustificata dal rischio di restare disoccupato.
Ragazzi, amici, a me è sembrato tutto vero, reagite, provateci, prima che sia tutto peggio.

«Ciao capo»

«Ciao capo»
Questo è quello che mi sono sentito dire da un ragazzo con un evidente accento “straniero” …
«Ah ciao, tu sei, tu sei… no dai ascolta, non mi ricordo più chi sei, scusami ma…»
«Lavoravamo insieme????»
«…è vero!!! Scusami sai, ma, eravamo in molti e poi, sei un po’ ingrassato o sbaglio?».
Per me è normale fare queste figuracce, comunque sia, io e il mio ex collega, iniziamo a parlare del più e del meno fino a quando inevitabilmente, al centro dei nostri discorsi si insinua il tema lavoro.
Scopro così che nella ditta dove ho lavorato fino al settembre 2007, non tira una buona aria, o meglio, non si tratta di aria, si tratta a quanto pare di una nuova tornata di “esuberi da incentivare all’esodo” il tutto chiaramente con la supervisione dei sindacati che anche questa volta applicheranno la politica del meglio cinquanta che trecento, e così sarà fino a quando i trecento saranno tutti precari, anzi, lavoratori a disco orario.

E poi?

Che pazzia, come si fa a pensare di ridurre così il mondo del lavoro?
Come si fa a permetterlo?
Chiaramente il fatto che molti miei ex colleghi debbano subire continue riduzioni d’orario obbligatorie, non mi ha fatto molto piacere.
Ci salutiamo, solo dopo aver cercato di dargli coraggio, dicendogli che non deve preoccuparsi «in Lombardia, chi ha voglia di lavorare trova sempre qualcosa da fare, basta accontentarsi, vai tranquillo»
(ormai però, ci credo poco anch’io).

sabato 18 ottobre 2008

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter è un ragazzo sfortunato, vive nel sottoscala degli zii, i Dursley, a volte gli capitano strane cose che non riesce a spiegarsi e che non vorrebbe assolutamente fare capitare.
La sua vita scorre piatta e senza gioia, fino a qualche giorno prima del suo undicesimo compleanno, quando inaspettatamente riceve una misteriosa lettera, che a causa della perfidia degli zii, non riesce a leggere, ma... il mittente non desiste e utilizzando come postini dei gufi, inizia a spedire migliaia di lettere, tutte metodicamente distrutte dai soliti zii, che per porre fine a questa storia delle lettere, decidono di trasferirsi su di un isola deserta, in una baracca fatiscente.

Il giorno del suo undicesimo compleanno però alla porta della catapecchia bussa qualcuno, è senza dubbio un essere gigantesco, tutto trema, la porta viene addirittura sfondata, tra il terrore generale Harry Potter conosce Hagrid.

La sua vita cambia drasticamente e finalmente Harry scopre la vera storia sulla scomparsa dei suoi genitori, quindi il motivo che lo obbliga a vivere da recluso.

In Hagrid trova un amico e grazie ai suoi consigli, si prepara ad affrontare un'esperienza straordinaria nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, presidiata da Albus Silente.

giovedì 9 ottobre 2008

Il diritto di morire

I progressi medici e scientifici degli ultimi anni ci hanno in qualche modo illusi di aver quasi raggiunto l'immortalità, facendoci dimenticare che la morte è un fatto biologico.
La malattia, sostiene Veronesi, stabilisce una relazione così stretta fra medico e paziente da far sì che il medico sia in grado di interpretare le volontà dell'ammalato, non ultimo il rifiuto di sottoporsi a cure inutili, e il desiderio di morire con dignità. Il libro, delinea la posizione intorno a questo tema dei vari Stati europei dove con l'eccezione di Olanda e Belgio, l'eutanasia è equiparata all'omicidio. Illustra infine il problema del difficile accesso alle cure palliative in Italia, dove esistono ostacoli legislativi all'uso farmacologico degli oppiacei.
A volte, quando mi capita di parlare di questo tema, non esito a sostenere che piuttosto che passare molti anni attaccato ad una macchina, preferirei l'esatto contrario, non voglio dire che non sia giusto fare il possibile per cercare di salvare una vita umana, ma accanirsi, non lo trovo giusto.
Chiaramente, è inutile dire che su un tema del genere, così delicato, personale, sia veramente difficilissimo avere le ideee chiare, magari condivise anche da altri, ma proprio perchè si tratta di idee personalissime, secondo me, non dovrebbero essere imposti nè l'accanimento, nè l'eutanasia.

martedì 30 settembre 2008

Cry & Alfo

Come già detto in passato, quest'anno settembre, per quel che mi riguarda è senza dubbio il mese dei matrimoni.
Quindi, ecco un nuovo matrimonio.
Si è celebrato il ventisette di settembre a Monza, all'interno del parco, per la precisione nella stupenda Villa Mirabello .
Devo dire con tutta onestà che nonostante sia stato un matrimonio con rito civile (velocissimo) a tratti è stato veramente emozionante.
Per l'occasione mi sono molto volentieri trasformato in un perfetto chauffeur con tanto di mercedes clk cabrio.
E così, dopo una bella cerimonia, una bella macchina, un bel chauffeur... beh, chiaramente il pranzo nuziale doveva essere all'altezza, e lo è stato.
Dopo aver fatto una mezz'oretta d'auto, anche grazie alle molte soste dovute agli invitati che non conoscevano la strada e rimanevano indietro, nonostante l'andatura da crociera, finalmente si arriva al ristorante.
Semplice, bello.
La prima cosa che chiaramente mi piace è la presenza del Karaokatore... sì dai il tizio che canta un paio di canzoni (mediocramente) fino a quando qualcuno (io) non lo spegne e inizia una sorta di concerto.
Per fortuna a volte c'era qualcun'altro che si cimentava nell'arte del bel canto così io ho potuto anche mangiare.
Scherzi a parte, a me piace molto cantare, e se la gente apprezza, proprio com'è accaduto sabato, mi piace ancora di più.
Un'altra particolarità che sicuramente mi ha divertito è stata la presenza di un cameriere pazzo, un simpatico personaggio che molto abilmente si è confuso nello staff dei camerieri, ma proprio come descritto dal nome, il suo scopo non è servire ai tavoli, bensì, sabotare, disturbare tanto da rischiare a volte "l'incidente diplomatico".
Non si può non citare poi il caricaturista, un personaggio alquanto bizzarro, ma abilissimo nel riprodurre e nel catturare le particolarità dei volti che disegna.
Io per quel che mi riguarda, ho provato a metterlo in difficoltà, continuando a chiudere un occhio, poi l'altro, oppure, ridere e/o fare la linguaccia, insomma ho fatto molte espressioni differenti, il risultato, l'ho trovato divertentisssimo, tanto da pubblicarlo.
Non mi rimane che augurare ai novelli sposi ogni gioia e una vita piena d'amore.
Good luck_Viel Glück_Buena suerte_Buona fortuna_Bonne chance_頑張って_Onnea_祝您好運

venerdì 19 settembre 2008

Termoscud

Mi preparo ad affrontare la brutta stagione.
Tra tutti gli accessori che rendono meno rigida la stagione fredda, il primo che ho acquistato è
Termoscud.
L’ho pagato ottantanove euro, proprio presso il concessionario dove ho acquistato il
TMax.
Cos’è?
Beh, trattasi di coperta stile anzianotto su poltrona, che, secondo la ditta produttrice aiuta ad affrontare i disagi invernali.
Vedremo se soddisferà le mie attese, per ora comunque, l’ho acquistato, poi, si vedrà.
Speriamo in bene, o se proprio bene non è, che perlomeno sia un inverno mite.

lunedì 15 settembre 2008

Carrefour e i bambini

È solo per caso, anzi è grazie alla visita fatta ad Andrea Beggi, che sono venuto a conoscenza di questa triste e disgustosa storia.
Certe volte, quando sento storie di
questo genere, mi viene la pelle d’oca.
Quando Dio distribuiva la sensibilità e il rispetto verso il prossimo, le bestie citate nella storia dov’erano? Erano forse impegnate a giocare a biglie?
Vergogna, la cosa ridicola è avere poi la certezza che se per caso questa brutta storia dovesse essere presa in considerazione veramente da
Striscia la notizia, tutto verrebbe sotterrato in men che non si dica, penso proprio che Carrefour, non mi vedrà per un bel po’ di tempo.

domenica 14 settembre 2008

... non mi sono ancora preparato

Che ridere,
improvvisamente oggi, a pranzo, durante il TG5, non sono riuscito a resistere... scusate ma è più forte di me, muaaahahahaahahah... passa un servizio di politica/propaganda che parla di una festa della Lega Nord, sono scoppiato a ridere.
C'è un palco, c'è una folla, c'è un politico che tiene un comizio, ma sopratutto c'è una scritta che mi fà scompisciare dalle risate "uomini delle colonie padane, preparatevi" ... a giudicare dalla fotografia (e dal servizio TG5), mi è venuto spontaneo chiedermi se quest'anno carnevale arriva prima, in tal caso, mannaggia, non mi sono ancora preparato.
È grave?

martedì 9 settembre 2008

9 Settembre

Sembra ieri.

Sembra passato poco tempo da quando improvvisamente, tutti i canali radiofonici e televisivi concentrarono la loro attenzione su una sola notizia.

Improvvisamente, la politica e la cronaca, passarono in secondo piano...il mondo era molto diverso, molto diverso, era più bello, più romantico... o forse c'era ancora chi cercava di renderlo tale, poi, improvvisamente per molti italiani, qualcosa è cambiato.
Rimangono però i suoi capolavori, chi, prima o poi, per caso o per volere non si è trovato a canticchiare una sua canzone?
Lucio Battisti, per me non è possibile stabilire quale possa essere la sua canzone più bella, quello che posso dire però è che manca proprio uno come lui, che con le sue interpretazioni riusciva a toccare il cuore del pubblico.
Dopo dieci anni caro Lucio, mi ritorni in mente.

lunedì 8 settembre 2008

Crypto

Washington, sabato pomeriggio.
La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia del NSA (National Security Agency), è convocata d'urgenza nell'ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato ad una velocità strabiliante.
Pochissimi sanno dell'esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell'era d’Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazioni del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale", così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell'informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per la NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello.
I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l'operato del NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, corre il rischio di creare l'anarchia e di assicurare libertà d'azione a spie e criminali.

domenica 7 settembre 2008

Lory & Dave

Settembre quest'anno mi offre anche due matrimoni.
Il primo matrimonio è stato molto carino, originale.
6 settembre 2008
La sposa è arrivata emozionatissima e bellissima a bordo di un'Alfa Romeo 1750 grigia metallizzata... che macchina, stupenda.
Rito civile... fulmineo.
Pranzo nuziale a buffet:
antipasto misto all'italiana
My way "Frank Sinatra"
canapès assortiti
misto di quiche salate
sfoglie salate miste
Your song "Elton John"
pinzimonio
salmone affumicato con burro e crostini
crudo e melone
polentina in guazzetto di moscardini
lasagnetta classica
strozzapreti vegetariani
Acqua e sale "Mina & Celentano"
L'emozione non ha voce " Adriano Celentano"
Ogni volta "Vasco Rossi"
grigliata mista di carne
A te "Jovanotti"
torta nuziale
Good luck_Viel Glück_Buena suerte_Buona fortuna_Bonne chance_頑張って_Onnea_祝您好運

sabato 6 settembre 2008

TiMmy

«no, secondo me per uno come te, che non è appassionato di moto, o meglio che non capisce niente di moto, è troppo ».
Questo è uno dei commenti/consigli che mi sono sentito dire/dare da un amico al quale avevo anticipato l’intenzione di
acquistarlo.
Sicuramente tutte le persone (compreso il mio amico che me lo sconsigliava) alla domanda: «dammi un consiglio, secondo te, che sei un vero intenditore… quale potrebbe essere uno scooter che meriterebbe di essere acquistato? » beh, tutti, dico proprio tutti, motociclisti, meccanici, concessionari mono o multi marche, piloti ed ex piloti, giovani, meno giovani, cani, gatti, topi, criceti, tutti insomma hanno risposto allo stesso modo. Strano ma vero.
Io in realtà, sono sempre stato affascinato anche da un altro
scooter, ma a tutti e ripeto a tutti i miei "consiglieri", al solo pensiero, si dipingeva sul viso una smorfia di disapprovazione mentre invece i commenti erano più o meno così « scherzi vero? Guarda che è bello esteticamente ma la meccanica… è come guidare una poltrona, poi vedi tu» io devo essere sincero, non sono mai stato un grande appassionato di moto, sono un vero “ignorante” proprio per questo motivo, ho deciso di seguire il consiglio, così la scelta è caduta proprio su ciò che tutti mi consigliavano.
Io non so se è stata la scelta giusta, ciò che so, sicuramente, è che fino ad ora, non posso proprio lamentarmi, è proprio bello girare con un mezzo del genere, poi in futuro quando magari avrò un po’ più d’esperienza, giudicare sarà più semplice.
Nel frattempo, nel dubbio, me lo godo e come faccio spessissimo, gli ho dato un nome proprio: TiMmy .
«secondo me per uno come me, che non era appassionato di moto, o meglio, che non capisce niente di moto, TMax, è quello giusto»

mercoledì 3 settembre 2008

Il broker

Joel Backman, noto come "il Broker", un tempo uno degli avvocati più ricchi e potenti di Washington, è da sei anni in una cella d’isolamento nel penitenziario di Rudley, Oklahoma. Deve scontare vent'anni per aver tentato di piazzare sul mercato un software, creato da tre giovani pachistani “JAM”. Il software è in grado di mettere fuori uso il più raffinato sistema di spionaggio satellitare al mondo. Nelle mani di chi si trova, adesso, “JAM”, intorno al quale si agitano interessi che già hanno fatto diverse vittime?
Il sistema satellitare Neptune è ancora attivo? Chi lo gestisce? Il direttore della CIA Terry Maynard, vuole assolutamente saperlo. Per riuscirci c'è solo un modo: fare scarcerare “il Broker” e da scarcerato, farlo diventare un’esca. Il presidente uscente degli Stati Uniti d’America, dopo la batosta elettorale che gli ha negato il secondo mandato, firma la grazia. In cambio, Joel Backman, s’impegna a lasciare per sempre il suo paese e a stabilirsi in una località segreta, con una nuova identità. Non tarderà a scoprire che dietro l'atto di clemenza, si nasconde un piano che lo darà in pasto ai servizi segreti di mezzo mondo. La caccia all'uomo è aperta! Si scatena fra le strade e i portici di Bologna, dove Backman tra intense lezioni di lingua italiana si era illuso di poter iniziare una nuova vita. I servizi segreti russi, cinesi, israeliani, sauditi seguono le sue tracce e la CIA resta a guardare. Sono sicuri che non ne uscirà vivo, l’unico dubbio è: chi sarà ad ucciderlo?

lunedì 1 settembre 2008

Maledetta Ambrosia

Settembre,
com’è bello passare i primi minuti di ogni santa giornata a grattarsi gli occhi invece di dedicarsi al consumo di una buona colazione.
Quando dico grattarsi gli occhi comunque, intendo grattarsi fino a diventare come quei pesci rossi con gli occhi che “sbarlusciano” fuori dalle orbite, molto spesso la grattarola colpisce un occhio sì e uno no, il risultato è stupefacente, chi ti incontra la prima cosa che dice è «… tutto bene? No perché hai due occhi che sembri un camaleonte» effettivamente dolore a parte è buffo vedersi con un occhio bello, limpido e aperto e l’altro socchiuso, rosso Ferrari, in fiamme.
Sì appunto dolore a parte, anzi bruciore a parte.
Settembre,
com’è bello passare gli ultimi minuti della giornata e buona parte della nottata a starnutire e soffiarsi il naso, tra un’imprecazione e… un’altra imprecazione, il risultato quindi è naso rosso e screpolato, occhi da serial killer, insanguinati.
Le giornate settembrine perciò, passano molto faticosamente grazie ad un’erbetta che molto simpaticamente mi ricorda ogni anno, da molti anni, come basti veramente poco per neutralizzare tutte le forze che nel mese di Agosto riesco fortunatamente a immagazzinare.
L' Ambrosia, ne sono allergico. Maledizioneeeeeeeeee.
L’alternativa, per stare un pelino meglio sarebbe imbottirmi di antistaminici e di gocce oculari, ma l’esperienza degli anni passati mi ha insegnato che ridurrei parzialmente i fastidi, ma avrei un gran sonno, di quelli che ti fanno dormire mentre cammini.
Settembre,
eppure una volta mi piaceva…

sabato 30 agosto 2008

Las Vegas baby

L'acqua della piscina, di un blu luminoso, era invitante. Si era già fatta la doccia, dopo il suo numero, ma sentiva ancora addosso il calore della danza. Con indosso solo le scarpe dai tacchi alti, camminò sul marmo fino al lato opposto della piscina. Un vento caldo e sabbioso le frustava il corpo. Scalciò via le scarpe e salì sul trampolino. Si tuffò con la grazia di una sirena, poi nuotò pigra fino al lato meno profondo. Si alzò in piedi, con i seni gocciolanti, e si passò le mani tra i capelli neri.

Quello era il paradiso.
Amira Luz. La bellezza ispanica dalla pelle scura e dagli occhi provocanti. Aveva il naso affilato, i capelli neri e lunghi, e curve sensuali. Amira Luz, la dea dello Sheherazade.

Soldi, alcool, sesso ed emozioni: è questo che tiene viva Las Vegas, la Città del Peccato. Una miscela esplosiva di cui il giovane Michael sembra non essere mai sazio. Figlio di un magnate del cinema, può avere tutte le donne che desidera, eppure, di tanto in tanto non disdegna un'avventura con qualche prostituta a un angolo di strada. Finché, durante uno di questi incontri notturni, qualcuno ne approfitta per sparargli: prima di accasciarsi a terra, con un sorriso incredulo, Micheal riconosce il suo assassino. Nel frattempo, a varie miglia da Las Vegas, in un tranquillo quartiere residenziale, un ragazzino di dodici anni viene ucciso da un pirata della strada mentre gioca davanti a casa. L'automobile, parcheggiata poco lontano, è partita a tutta velocità, puntando dritta sul bambino, per annientarlo sotto i pneumatici. Due vittime senza niente in comune, due omicidi apparentemente isolati, ma a unirli c'è un'identica impronta digitale lasciata sulle scene dei crimini dall'assassino, come un biglietto da visita, quasi a sfidare la polizia. I detective si mettono sulle tracce del serial killer. Ma per anticipare le sue mosse e arrestare la catena di morte dovranno prima trovare il movente che lega i delitti, in una corsa contro il tempo che li porterà a scavare in una realtà sordida e nelle ambizioni meschine che si nascondono dietro il glamour e le luci abbaglianti di Las Vegas.

mercoledì 27 agosto 2008

Grazie...Alberobello

Il viaggio di ritorno si è differenziato da quello d’andata…
Sveglia ore 6.00, carichiamo gli ultimi bagagli che ancora mancano.
Ore 6,45, viaaaaa più veloci della luce con destinazione casetta.
Decidiamo di passare a visitare
Alberobello, nessuno della mia famiglia lo ha mai visto e questa ci sembra un’occasione imperdibile. Già in prossimità della nostra meta, cominciano a vedere le prime casette dalla forma caratteristica, ma è solo quando si arriva ad Alberobello che si comprende perché arrivano turisti da tutto il mondo, solo per visitare un paesino.
Sì, è solo un paesino ma se si è fortunati, come lo siamo stati noi, è possibile trovare un simpatico signore che in un italiano stentato, racconta la storia dei
Trulli. Per noi è stato fondamentale avere un cicerone locale che tra una “crapa” al posto di capra e un peperoncino estratto improvvisamente dal taschino della camicia, ci ha fatto viaggiare nel passato.
I sogni però si sa, durano poco e molto spesso la realtà è crudele.
Ripartenza da Alberobello alle ore 10.00 circa, dopo pochi chilometri, ci rendiamo conto che non sarà una passeggiata… code interminabili, velocità media da Alberobello a Milano “78kilometriorari”. Una pausa per il pranzo ci è sembrata d’obbligo… e i tempi si dilatano… siamo arrivati a casa a mezzanotte.
La differenza oserei dire “indimenticabile” l’ha fatta proprio la tappa mattutina, ne è valsa proprio la pena, abbiamo fatto bene, certi spettacoli non si vedono tutti i giorni.

martedì 26 agosto 2008

La verità del ghiaccio

Potrebbe essere una scoperta sensazionale, una di quelle che rivoluzionano la storia dell'umanità: un meteorite, sepolto sotto i ghiacci del circolo polare artico, poco distante dall'isola Ellesmere, è stato localizzato dalla nasa. Sembra contenga fossili d’insetti che proverebbero definitivamente l'esistenza di vite extraterrestri. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Zachary Herney per non compromettere definitivamente la propria rielezione, già incerta a causa del clamore popolare suscitato dai troppi finanziamenti dati alla nasa a discapito di servizi fondamentali, prima di annunciare pubblicamente la straordinaria scoperta, vuole essere sicuro dell'autenticità. Sul luogo del ritrovamento è inviata una squadra d’esperti. Ne fanno parte, tra gli altri, il professor Michael Tolland e la giovane Rachel Sexton.La questione è molto delicata, c’è in gioco la politica aerospaziale americana. Molti, hanno interesse a discreditare la Nasa. Non solo lo sfidante del presidente uscente, che i sondaggi danno in vantaggio, ma anche i suoi potenti sostenitori, che, sperano nei guadagni miliardari che il cambio al vertice assicurerebbe privatizzando la prestigiosa agenzia aerospaziale.Rachel e Michael, sono intenzionati a condurre fino in fondo le indagini, ma, una banda di killer, cerca di impedire con tutti i mezzi che sia fatta luce sul mistero della meteorite. Costretti a fuggire su banchi di ghiaccio galleggianti, la sola speranza di salvarsi è scoprire chi si nasconde dietro quest’inganno, per poter poi raccontare all'opinione pubblica la verità. Beh, che dire, come sempre anche questo romanzo di Dan Brown, appassiona il lettore.

...Torre Colimena

Alla fine sono riuscito a realizzare il mio desiderio su dove passare l'ultimo giorno di vacanza in Puglia.
Torre Colimena ci ha regalato la magia di un mare stupendo, un sole africano, una spiaggia semideserta e pulita.
Basta veramente poco per stare bene con il mondo e con se stessi... nella mia personalissima ricetta, gli ingredienti che non devono mancare sono: mare, sole e amore, devo ammetterlo, stavo proprio bene con il mondo e con me stesso.

venerdì 22 agosto 2008

L'ultimo giorno

L’ultimo giorno di vacanze comporta sempre una decisione importante: cosa facciamo oggi?
In un giorno si vorrebbe riuscire a passare molte ore in spiaggia, sììì belloo; visitare gli ultimi luoghi interessanti della zona, mmm quasi quasi; e preparare i bagagli così l’indomani la partenza può venire anticipata di qualche ora, così da poter fare una “partenza intelligente” noooo, di già?
Io ad esempio oggi, vorrei andare a “Torre Colimena” tra i posti, dove fare il bagno e che abbiamo visitato è stato sicuramente quello che mi è piaciuto di più, le spiagge sono lunghe, cosa rarissima qui in Puglia, almeno per ciò che abbiamo avuto modo di vedere, inoltre la pulizia della stessa, in termini d’immondizia, è buona, abbiamo visitato alcune spiagge carine sì, ma con cumoli di spazzatura ridosso dei bagnanti (forse organizzando meglio la raccolta si risolverebbe il problema) infine, citerei l’acqua.
Si tratta di una riserva naturalistica, quindi l’acqua è limpida, diciamo che l’attenzione nei confronti dell’ambiente da parte dei bagnanti in questa spiaggia, mi è sembrato leggermente superiore alla media vista finora.
Sì, passerei le ultime ore delle vacanze in Puglia a Torre Colimena.