IL VECCHIO BLOG DI ADRIANO Creative Commons License
                                        
         
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sabato 30 agosto 2008

Las Vegas baby

L'acqua della piscina, di un blu luminoso, era invitante. Si era già fatta la doccia, dopo il suo numero, ma sentiva ancora addosso il calore della danza. Con indosso solo le scarpe dai tacchi alti, camminò sul marmo fino al lato opposto della piscina. Un vento caldo e sabbioso le frustava il corpo. Scalciò via le scarpe e salì sul trampolino. Si tuffò con la grazia di una sirena, poi nuotò pigra fino al lato meno profondo. Si alzò in piedi, con i seni gocciolanti, e si passò le mani tra i capelli neri.

Quello era il paradiso.
Amira Luz. La bellezza ispanica dalla pelle scura e dagli occhi provocanti. Aveva il naso affilato, i capelli neri e lunghi, e curve sensuali. Amira Luz, la dea dello Sheherazade.

Soldi, alcool, sesso ed emozioni: è questo che tiene viva Las Vegas, la Città del Peccato. Una miscela esplosiva di cui il giovane Michael sembra non essere mai sazio. Figlio di un magnate del cinema, può avere tutte le donne che desidera, eppure, di tanto in tanto non disdegna un'avventura con qualche prostituta a un angolo di strada. Finché, durante uno di questi incontri notturni, qualcuno ne approfitta per sparargli: prima di accasciarsi a terra, con un sorriso incredulo, Micheal riconosce il suo assassino. Nel frattempo, a varie miglia da Las Vegas, in un tranquillo quartiere residenziale, un ragazzino di dodici anni viene ucciso da un pirata della strada mentre gioca davanti a casa. L'automobile, parcheggiata poco lontano, è partita a tutta velocità, puntando dritta sul bambino, per annientarlo sotto i pneumatici. Due vittime senza niente in comune, due omicidi apparentemente isolati, ma a unirli c'è un'identica impronta digitale lasciata sulle scene dei crimini dall'assassino, come un biglietto da visita, quasi a sfidare la polizia. I detective si mettono sulle tracce del serial killer. Ma per anticipare le sue mosse e arrestare la catena di morte dovranno prima trovare il movente che lega i delitti, in una corsa contro il tempo che li porterà a scavare in una realtà sordida e nelle ambizioni meschine che si nascondono dietro il glamour e le luci abbaglianti di Las Vegas.

mercoledì 27 agosto 2008

Grazie...Alberobello

Il viaggio di ritorno si è differenziato da quello d’andata…
Sveglia ore 6.00, carichiamo gli ultimi bagagli che ancora mancano.
Ore 6,45, viaaaaa più veloci della luce con destinazione casetta.
Decidiamo di passare a visitare
Alberobello, nessuno della mia famiglia lo ha mai visto e questa ci sembra un’occasione imperdibile. Già in prossimità della nostra meta, cominciano a vedere le prime casette dalla forma caratteristica, ma è solo quando si arriva ad Alberobello che si comprende perché arrivano turisti da tutto il mondo, solo per visitare un paesino.
Sì, è solo un paesino ma se si è fortunati, come lo siamo stati noi, è possibile trovare un simpatico signore che in un italiano stentato, racconta la storia dei
Trulli. Per noi è stato fondamentale avere un cicerone locale che tra una “crapa” al posto di capra e un peperoncino estratto improvvisamente dal taschino della camicia, ci ha fatto viaggiare nel passato.
I sogni però si sa, durano poco e molto spesso la realtà è crudele.
Ripartenza da Alberobello alle ore 10.00 circa, dopo pochi chilometri, ci rendiamo conto che non sarà una passeggiata… code interminabili, velocità media da Alberobello a Milano “78kilometriorari”. Una pausa per il pranzo ci è sembrata d’obbligo… e i tempi si dilatano… siamo arrivati a casa a mezzanotte.
La differenza oserei dire “indimenticabile” l’ha fatta proprio la tappa mattutina, ne è valsa proprio la pena, abbiamo fatto bene, certi spettacoli non si vedono tutti i giorni.

martedì 26 agosto 2008

La verità del ghiaccio

Potrebbe essere una scoperta sensazionale, una di quelle che rivoluzionano la storia dell'umanità: un meteorite, sepolto sotto i ghiacci del circolo polare artico, poco distante dall'isola Ellesmere, è stato localizzato dalla nasa. Sembra contenga fossili d’insetti che proverebbero definitivamente l'esistenza di vite extraterrestri. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Zachary Herney per non compromettere definitivamente la propria rielezione, già incerta a causa del clamore popolare suscitato dai troppi finanziamenti dati alla nasa a discapito di servizi fondamentali, prima di annunciare pubblicamente la straordinaria scoperta, vuole essere sicuro dell'autenticità. Sul luogo del ritrovamento è inviata una squadra d’esperti. Ne fanno parte, tra gli altri, il professor Michael Tolland e la giovane Rachel Sexton.La questione è molto delicata, c’è in gioco la politica aerospaziale americana. Molti, hanno interesse a discreditare la Nasa. Non solo lo sfidante del presidente uscente, che i sondaggi danno in vantaggio, ma anche i suoi potenti sostenitori, che, sperano nei guadagni miliardari che il cambio al vertice assicurerebbe privatizzando la prestigiosa agenzia aerospaziale.Rachel e Michael, sono intenzionati a condurre fino in fondo le indagini, ma, una banda di killer, cerca di impedire con tutti i mezzi che sia fatta luce sul mistero della meteorite. Costretti a fuggire su banchi di ghiaccio galleggianti, la sola speranza di salvarsi è scoprire chi si nasconde dietro quest’inganno, per poter poi raccontare all'opinione pubblica la verità. Beh, che dire, come sempre anche questo romanzo di Dan Brown, appassiona il lettore.

...Torre Colimena

Alla fine sono riuscito a realizzare il mio desiderio su dove passare l'ultimo giorno di vacanza in Puglia.
Torre Colimena ci ha regalato la magia di un mare stupendo, un sole africano, una spiaggia semideserta e pulita.
Basta veramente poco per stare bene con il mondo e con se stessi... nella mia personalissima ricetta, gli ingredienti che non devono mancare sono: mare, sole e amore, devo ammetterlo, stavo proprio bene con il mondo e con me stesso.

venerdì 22 agosto 2008

L'ultimo giorno

L’ultimo giorno di vacanze comporta sempre una decisione importante: cosa facciamo oggi?
In un giorno si vorrebbe riuscire a passare molte ore in spiaggia, sììì belloo; visitare gli ultimi luoghi interessanti della zona, mmm quasi quasi; e preparare i bagagli così l’indomani la partenza può venire anticipata di qualche ora, così da poter fare una “partenza intelligente” noooo, di già?
Io ad esempio oggi, vorrei andare a “Torre Colimena” tra i posti, dove fare il bagno e che abbiamo visitato è stato sicuramente quello che mi è piaciuto di più, le spiagge sono lunghe, cosa rarissima qui in Puglia, almeno per ciò che abbiamo avuto modo di vedere, inoltre la pulizia della stessa, in termini d’immondizia, è buona, abbiamo visitato alcune spiagge carine sì, ma con cumoli di spazzatura ridosso dei bagnanti (forse organizzando meglio la raccolta si risolverebbe il problema) infine, citerei l’acqua.
Si tratta di una riserva naturalistica, quindi l’acqua è limpida, diciamo che l’attenzione nei confronti dell’ambiente da parte dei bagnanti in questa spiaggia, mi è sembrato leggermente superiore alla media vista finora.
Sì, passerei le ultime ore delle vacanze in Puglia a Torre Colimena.

mercoledì 20 agosto 2008

Mondo senza fine

Siamo nel lontano anno 1327. Il giorno dopo la ricorrenza di Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge. Il gruppo, composto da un ladruncolo, un bulletto, un piccolo genio e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste nella foresta senza essere visto, alla scena sconvolgente dell'omicidio di due uomini. Una volta raggiunta la maturità, le vite di questi ragazzi saranno legate tra loro da amore, avidità, ambizione e vendetta. Capiterà loro di vivere, volta a volta, momenti di prosperità e di carestia, episodi di malattia e anni di guerra. Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi, la peste, ma su ciascuno di loro resterà per sempre l'ombra di quell'omicidio cui avevano assistito in quel fatidico giorno della loro infanzia... non devo aggiungere nulla, per me è proprio un bel romanzo, di quelli che non scordi tanto facilmente.

sabato 16 agosto 2008

l'isola dei conigli

Qual è il mare ideale?
Ho avuto modo di costatare che è molto soggettivo il punto di vista sul mare o meglio sulla vacanza al mare…
Il mio punto di vista cambia in continuazione a secondo del luogo dove sono, ad esempio, se mi trovo a Riccione, per me, il posto ideale dove trascorrere le vacanze è senza dubbio proprio la bella città romagnola, se invece mi trovo in una località molto meno rinomata e/o conosciuta (vedi quest’anno) man mano che passa il tempo, mi adatto e affeziono al posto al punto che comincio a pensare positivo ogni cosa mi accada.
Ieri ad esempio, abbiamo deciso di ascoltare il consiglio di “uno del posto” e abbiamo passato la giornata su di un isolotto.
Ci era stato spacciato come un’isola deserta, dove poter godere delle meraviglie marine… invece abbiamo trovato un’isola semidesertica con molte rocce, una piccola pineta e un mare completamente diverso da ciò che ci aspettavamo.
Il mare non era il classico mare caraibico che è tanto pubblicizzato, anzi era un mare che al primo impatto, ci ha lasciato l’amaro in bocca, molti sassi, acqua bassissima, e branchi di pesciolini aggressivi pronti a mordicchiare i bagnanti, è chiaro che non ci si aspettava una cosa simile ma l’arte di adattarsi è una delle qualità che non devono mai e ripeto mai mancare a un “maroso per caso”.
Così grazie all’arte, l’isola giudicata inizialmente brutta e inbalneabile, ha preso un’altra luce, pian pianino ci siamo rilassati e adeguati al luogo, abbiamo giocato, il mare è vero non ha offerto bagni bellissimi, ma qualcuno di noi ha fatto lunghe passeggiate vedendo vari tipi di pesci e ricci marini, qualcuno come il sottoscritto si è immerso nel libro “interminabile e bellissimo” che sta leggendo, gli sportivi hanno passato ore e ore a giocare e poi il classico di ogni vacanza abbiamo fatto tutti delle bellissime dormite in riva al mare.
Anche questa volta quindi una giornata che sembrava essere iniziata negativamente, è diventata una bella giornata di mare, chiaramente questo è il mio punto di vista, ci sono poi gli irriducibili del bagno classico che non sono d’accordo con me, ma si tratta di punti di vista.
… dimenticavo, l’isola è chiamata “l’isola dei conigli” ci si arriva solo grazie ad un omino che passa la giornata a fare da traghettatore “Giovanni” il quale fornisce il proprio numero telefonico che servirà per contattarlo quando si vorrà tornare sulla terra ferma, una sorta di taxista, che dietro ad un compenso di venti euro ha portato tutti noi all’isola dei conigli e ritorno.

martedì 12 agosto 2008

Calda/fredda

I primi bagni di mare e di sole hanno immediatamente spostato l’ago della bilancia da vacanza negativa a vacanza.
A nemmeno cinquanta metri da casa c’è una bella caletta con una particolarità, in alcuni punti dal fondale ci sono infiltrazioni d’acqua dolce, il risultato è sconvolgente, si passa da una temperatura decisamente gradevole a una oserei dire glaciale, il tutto nel giro di pochi secondi e/o di pochi metri, chiaramente non esistono zone definibili “ zona calda ” o “zona fredda” sarebbe stato troppo semplice, perciò l’effetto sorpresa determina sicuramente la particolarità e la bellezza di questa caletta.
Dal mio personalissimo punto di vista è un vero toccasana nuotare in un’acqua così, ma d’altronde è altrettanto vero che adattare il proprio fisico a continui e improvvisi sbalzi di temperatura non è proprio rilassante, quindi penso che per quanto bella e gradevole probabilmente questa soluzione sarà tenuta in considerazione (il termine calza a pennello) come ultima spiaggia, anche se è la prima in ordine di distanza da casa.

lunedì 11 agosto 2008

Il viaggio a singhiozzo

Un viaggio così, come minimo deve essere ripagato da una vacanza fantastica.
Si è diretti in provincia di Lecce, Torre S. Isidoro, la compagnia è sempre la solita a parte una famiglia che quest’anno ha scelto diversamente, quindi la combriccola è composta da tre famiglie, teoricamente non dovrebbero esserci spiacevoli discussioni, quelle che rovinano le amicizie, ci conosciamo tutti abbastanza bene e sicuramente si cercherà di essere tutti un po’ più tolleranti del solito. Ma torniamo al viaggio… «viaggeremo senza obblighi di aspettarci o di trovarci, magari ci sentiremo e poi vedremo il da farsi» sinteticamente, questa è l’impronta che diamo sempre alle nostre vacanze quando andiamo in compagnia di altre famiglie, proprio per evitare che nessuno si debba sentire in dovere di fare qualcosa che non vuole. Ma ritorniamo al viaggio… è subito chiaro che sarà un viaggio duro, a causa delle tante troppe code provocate dal traffico intenso e ahimè da incidenti stradali che la radio annuncia come fosse un bollettino di guerra. Abbiamo pensato di fare tappa a metà strada, noi ci siamo fermati ad Ascoli Piceno e devo ammettere che è stata una bella idea. Ad Ascoli siamo arrivati già snervati, ogni cinque, sei chilometri, “ coda improvvisa ” e devo dire che spararsi un viaggio del genere, ti distrugge.
La mattina dopo grazie ad una buona dormita, ripartiamo con un ottimismo destinato a durare poco, insieme a molti altri milioni di Italiani ci ritroviamo ancora una volta a giocare con il tempo e con le vite in autostrada. Quasi a Vasto, ci incontriamo con una parte della combriccola e da lì, si procede più o meno insieme, purtroppo però, la sostanza del viaggio, non cambia.
Arriviamo a Torre S. Isidoro quando ormai molti stanno già lasciando le spiagge per andare a casa, siamo tutti stanchi, stressati, nervosi, la prima impressione che abbiamo del posto dove passeremo i prossimi quindici giorni, è decisamente negativa, ma è chiaro che giudicare dopo un viaggio del genere, non è l’idea migliore.

lunedì 7 luglio 2008

...certe notti

Certe notti ci vuole coraggio, molto coraggio… iniziare un concerto con la canzone che ti ha dato la fama e ti ha consacrato a stella del panorama musicale italiano, richiede veramente tanto coraggio. Ligabue ha avuto un coraggio strepitoso. Ore 21,10 inizia proprio con Certe notti, grandissima interpretazione, lo stadio è già una bolgia, si continuerà per almeno due ore a ballare e cantare. La temperatura è altissima, si suda, si suda e si suda, ma non importa… si balla si balla si balla, si cantaaaa. Che spettacolo questo concerto, Luciano inizialmente mi sembra un po’ troppo calmo, tranquillo, ma improvvisamente, finalmente, corre, canta, salta, San Siro s’incendia, la temperatura sale, si straballa si stracantaaaa. La serata è caldissima e Luciano lo conferma esibendosi per una piccola parte dello spettacolo a torso nudo. Un concerto di Ligabue è molto diverso da uno di Vasco, non saprei dire se è meglio o peggio, sicuramente certe notti, in quelle notti, si balla si cantaaa. Ore 23,30 puntualissimo, il concerto finisce, ho ancora in testa le note di Buonanotte all’Italia mentre assieme a molte altre persone mi avvio all’uscita e dentro ho una nuova emozione da raccontare, da ricordare. Buonanotte Italia, vado a fare Sogni di rock’n roll.

venerdì 27 giugno 2008

sms post Vasco

sms 1)
Ti sei ripreso?
Sei pronto per il Liga?
sms 2)
Certo che mi sono ripreso,
non sono mica un barbone che dorme in stazione.

domenica 22 giugno 2008

Vasco a nastro

E così anche questo è andato, non ho ancora finito di pagare le conseguenze di una nottata a dir poco allucinante, una notte che ha avuto la capacità devastante di rovinare un grande concerto. Partenza da casa ore 13,30 circa, all’appuntamento per le ore 14,00, il mio compagno di avventura non ritarda, tutto comincia nel migliore dei modi. Un ritardo iniziale, l’avrei sicuramente interpretato come un campanello d’allarme per ciò che ci sarebbe poi capitato, e invece no, niente messaggi, tutto bene. Il viaggio Milano Centrale/Venezia Mestre poi, è andato via liscio come l’olio, un bel treno, nuovo, veloce e incredibile, pulito e profumato… arriviamo a Mestre alle 17,18, puntualissimi. Il concerto di Vasco inizia alle 21,30. Che si fa? Ma sì, dai facciamoci una passeggiatina dalla stazione al parco San Giuliano «scusi signor poliziotto, quanto dista il parco?» «tre chilometri circa, da quella parte là, direzione casa verde» (… e una volta superata la casa verde?) una bella passeggiatina non c’è proprio niente da dire, Mestre è una città vivibile almeno in apparenza, molte biciclette, moltissimi pedoni, poche pochissime automobili, però mi è sembrata pure una città un po’ vecchiotta, c’erano tante compagnie di vecchietti e vecchiette e poche di ragazzi e ragazze, strana sensazione, sembrava una casa di riposo gigantesca. Più ci avvicinavamo al parco più i soggetti da sballo aumentavano, così come la birra nelle nostre vene. Prima di entrare, giro di routine tra le bancarelle di gadget e patacche varie, tutto chiaramente era venduto a dei prezzi che più che tra le bancarelle di un concerto sembrava di stare in via Monte Napoleone, T-shirt semplicissime a 30/35/40 euro, portachiavi 5/7 euro. A mattiii! per avere l’autorizzazione a vendere quelle cianfrusaglie, a quei prezzi, avete fatto un corso da infinocchiatore? Dai entriamo, aspetta facciamoci un’altra birra, poi cambiamo l’acqua ed’entriamo … no, entriamo l’acqua la cambiamo dentro. Porca zozza, sto parco è grandissimo, troppo forse. I bagni! Eccoli! Vaiii, una fila da Gardaland e...finalmente, l’uscita dai bagni ecologici è caratterizzata sempre dalla stessa espressione, disgusto misto a conati di vomito, erano forse un po’ pochini per la mole di gente? Boh! Altra birra? Si dai… tra una birra e un'altra, l’attesa è meno lunga del previsto, il concerto di Vasco, come sempre è un fiume di emozioni, non ho più voce. È passato velocissimo, proprio come il nostro treno d’andata. Ore 00,30, l’uscita è un’altra storia, migliaia di persone stanchissime si accalcano nelle poche navette che portano in stazione «anche se siamo a pezzi, ci facciamo anche il ritorno a piedi?» e così via, una nuova passeggiatina per Mestre, meno gradevole della precedente, ma piuttosto che autoinscatolarsi come le sardine… ore 2,15, un panino al kebab con birrettina annessa ci sta proprio. La signorina fuori dalla stazione che regala lattine di Red Bull ha le sembianze di un’oasi, ci saranno almeno trenta gradi, che in piena notte è tutto un dire. La stazione sembra un cimitero a cielo aperto, migliaia di corpi sdraiati a terra, il nostro treno è alle ore 3,11, ci porta a Bologna e poi da lì prenderemo la coincidenza per Milano, altro che treni speciali… ci sediamo anche noi a terra, ci ritroviamo immersi in un sonno profondo, ci svegliamo alle 4,30, è arrivato il nostro treno con più di un’ora di ritardo e scortato da poliziotti in tenuta anti sommossa, non immaginavo proprio di ritrovarmi nel pieno di una mezza guerriglia, cazzarola, stavo solo dormendo, a me svegliarmi nel pieno di una guerriglia, mi fa un pelino incazzare, ero solo andato a vedere un concerto e volevo solo tornare a casa, come tutte le altre persone che non sono riuscite a salire in treno… facciamo una fila per dirne due all’interfaccia delle F.S. vorremmo farci rimborsare il biglietto, ma capiamo subito che sarebbe una nuova incazzatura, e nemmeno l’ultima… il nostro nuovo treno parte alle 6,00 e va direttamente a Milano, restare seduti per terra, sui marciapiedi a guardare il nostro treno fermo per un’ora ci fa incazzare ancora di più. Ma non potevano farci salire? Per ammazzare il tempo cosa posso fare? Dormo ancora un po’, per terra naturalmente, e intanto la digestione del panino al kebab è ormai compromessa, sto male, miglioro solo dopo averlo rimesso. E così grazie all’ottima organizzazione delle F.S. ciò che era stata una festa per moltissimi, si è trasformata in un incubo per molti.
La prossima volta piuttosto che andare in treno, andrò in bicicletta a Mestre, a vedere un concerto, forse mi stancherò meno, sicuramente mi umilierò meno.
P.S. Lo striscione nella foto non era nostro, semplicemente era nei paraggi di dov'eravamo noi, mi piaceva l'idea di ricordarlo, anche perchè i ragazzi che lo hanno portato erano uno spasso.

lunedì 26 maggio 2008

Il giorno in più

Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto (magari non da soli)... Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che alla fine si assomigliano tutti. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora, così per mesi. Quelle tre fermate per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata, o meglio diventano "l'appuntamento". La sconosciuta però, ha un destino che la porterà lontano, molto lontano, così Giacomo decide di partire all'inseguimento di un sogno. Inizia così un gioco incredibile, coinvolgente.

Mi sono divertito veramente molto con questo libro... ad esempio mentre lui (Giacomo) è sull'aereo che lo porterà da lei (Michela) ha la necessità di usare il bagno e...

preso dai miei dubbi amletici, sul cesso ho commesso un errore. Ho tirato lo sciacquone mentre ero ancora seduto. Lo sciacquone dell'aereo funziona in maniera diversa da quello di casa. Scende l'acqua, ma in più (ed è quello che non avevo calcolato) c'è un risucchio d'aria tipo aspirapolvere, con una potenza di dodicimila atmosfere, credo. Quando mi sono alzato avevo i peli del culo stirati, lunghi come la coda di un cavallo. Per chiudere i pantaloni ho dovuto fare una treccia. Guardandomi allo specchio ho avuto anche la sensazione che gli occhi fossero più vicini alla bocca.
Sicuramente i polmoni erano nello stomaco.

Non mancano le emozioni ed i sentimenti in questo bel libro di Fabio Volo, non solo situazioni comiche o divertenti ma anche amore, sesso, viaggi, sogni e amicizia.

domenica 25 maggio 2008

Che Pizza !

Ogni volta che ci passavo davanti, l'impressione che mi dava era di un ristorante appartenente ad una di quelle catene che, inizialmente fanno tendenza, pieni zeppi di gente, con un servizio svogliato e peggio ancora un cibo che ricorda il cartone. Forse è proprio questo che mi ha impedito fino a ieri sera di vivere un'esperienza sublime.
Non voglio esagerare, ma improvvisamente ho cambiato il mio punto di vista...drasticamente.
Con un pelino di diffidenza, ieri sera abbiamo seguito il consiglio di alcuni amici «vedrai, lì c'è la vera pizza napoletana, inspiegabile, fine, morbida, con un gusto...» nella mia ignoranza pensavo che una pizza è una pizza, ormai non ci sono più le pizze di una volta, mi ricordo quand'ero piccolo, ogni domenica sera avendo una pizzeria vicino a casa, mio padre mi rendeva felice con una frase che era ormai un rituale «...dai Adriano, vai a prendere la pizza da Angelo» e io fiero come un cavaliere, obbedivo...che buona che era la pizza di Angelo, calda e filante con quel sapore di pizza, con quel profumo...oggi invece la pizza dovunque la si prenda ha un sapore standard: cartone con sopra un pò di pomodoro liofilizzato e con il resto degli ingredienti che non sanno di niente, certe volte mi chiedo perchè ci si ostina a chiamarla "pizza" e non "pizza?"
...comunque sia, dicevo che ieri grazie ad il solito passaparola che a volte per i commercianti vale più di mille pubblicità, abbiamo mangiato una pizza che ha avuto il potere per il tempo che la gustavo, di teletrasportarmi indietro di trent'anni. Il servizio è ottimo, veloce e atttento, proprio come tanti anni fà, prima arriva da bere, poco dopo arriva la Pizza ( con la P maiuscola ) il dolce poi...estasi.
Sì, ok ma chissà che conto alla fine, no no, niente di stravolgente, anzi anche il conto è una vera sorpresa, positiva intendo.
Beh ora non resta che svelare dove ho gustato questa bontà... semplice, qui.
Ah, dimenticavo, anche se l'attesa non è lunghissima, grazie ad un'organizzazione curatissima, se si è in molti, forse è meglio prenotare.

mercoledì 14 maggio 2008

Me lo godo

A volte capita che ci si senta così... oggi il lavoro mi ha donato momenti d'incazzatura vera, ma anche belle soddisfazioni, la più grande e incomprensibile (soddisfazione) avere l'imprensione di essere apprezzato e rispettato dal mio datore di lavoro, che praticamente mi conosce appena, ma mi apprezza e al giorno d'oggi , lasciatemelo dire, è già una gran bella soddisfazione.
La famiglia invece, mi ha regalato veri momenti veramente pieni di gioia, niente di speciale, è vero, la solita serata, ma è bastato guardare un pò più a lungo i miei cari che il mio cuore si è riempito di felicità, che bello, per una volta non sò perchè sono sereno... e mi godo il momento.

venerdì 9 maggio 2008

Vasco & Heineken

E così anche per quest'anno il concertone dello zio non lo perderò, ce lo siamo assicurato, adesso rimane solo da aspettare e nel frattempo, imparare bene le canzoni del nuovo disco di Vasco, almeno oltre ai classici, Siamo solo noi, Albachiara, Vita spericolata ecc... potremo divertirci a cantare anche i nuovi pezzi. Però ( stò cavolo di però, non manca mai ) essendo la prima volta che vado ad un Heineken jammin festival, ho qualche dubbio che mi tormenta...si vede bene? si sente bene? la birra poi, è gratis? Boh, chi lo sa, vedremo, una cosa è certa anche stà volta potrò dire...io c'ero.

sabato 3 maggio 2008

Un posto nel mondo

"Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto."
Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l'appartamento, la pizza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne.Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell'altra metà di sè. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all'improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà ( a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica. Le vicende di Michele, Federico, Francesca e Sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo. In questo libro Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle, scegliendo ancora una volta l'universo femminile come codice d'accesso. Leggero e divertente.

Canto XXXV-Inferno (Donne affette da endometriosi)

Si stima che siano 150 milioni in tutto il mondo le donne affette da endometriosi, di cui circa 14 milioni in Europa, ma nonostante ciò l'endometriosi resta una malattia silenziosa e sconosciuta, a cominciare dalle cause. Una malattia su cui si fa poca ricerca, che spesso non viene riconosciuta come tale e che purtoppo nel 60% dei casi è molto dolorosa fino a diventare invalidante.
E soprattutto l'endometriosi è un grande ostacolo per le donne che cercano una gravidanza, qualora si riesca a rimanere incinta, è il sistema ideale per diminuire gli effetti dell'endometriosi.
Veronica Prampolini racconta in questo libro la sua battaglia contro l'endometriosi, gli interventi subiti, le difficoltà incontrate per il riconoscimento della sua malattia, l'impatto sulla vita di coppia e sulla vita sociale e lavorativa, il desiderio di poter nonostante la malattia, avere un bambino e la sua ricerca attraverso la procreazione assistita.
Si tratta di un libro/blog a cuore aperto, l'autrice racconta senza risparmiarsi e senza timori la sua esperienza con questa malattia che è effettivamente sconosciuta a moltissimi. Non risparmia di manifestare la propria rabbia per la scarsissima attenzione che viene data all'endometriosi anche se si tratta di una malattia invalidante...Ho letto su Internet che le persone malate di depressione nel mondo sono 150 milioni.
Questa cosa mi lascia esterefatta.
Tutti noi sappiamo cosa sia la depressione. La parola depressione è nella bocca di noi tutti quasi quotidianamente, soprattutto come luogo comune. A volte la si pronuncia con leggerzza, a volte con il consapevole dolore di chi la vive sulla propria pelle.
Se mi mettessi a fermare la gente per strada e chiedessi loro cos'è l'endometriosi sono sicura che più del 90% delle persone non lo saprebbe. Concedetemi la battuta, ma neppure Word, il programma con il quale sto scrivendo, conosce l'endometriosi. Continua a sottolinearmela in rosso come se contenesse un errore ortografico. Se scrivo cancro, epatite, ictus, infarto, risulta tutto corretto. Endometriosi no. È una parola nuova, una malattia nuova.
Dopo aver conosciuto questa malattia subdola dai racconti di Veronica Prampolini, ho subito avuto il desiderio di augurare a lei e a tutte le donne che come lei devono convivere con l'endometriosi, innanzitutto che la scienza voglia occuparsene più di ciò che sta facendo attualmente e comunque che la vita possa concedere a tutte loro ciò che più di tutto cercano. In bocca al lupo.

giovedì 1 maggio 2008

...in bicicletta !

Finalmente mi sono deciso, da domani, tempo e gambe permettendo, andrò a lavorare in bicicletta, alla faccia dei grandi petrolieri, che se ne strafottono delle conseguenze dei prodotti che vendono a peso d’oro, dei costrutori delle euro4, euro5, euro6, euro... che restano sempre scatole di latta, dei politici che piuttosto di incrementare i mezzi pubblici, magari non inquinanti e incentivarne l'utilizzo o progettare nuove piste ciclabili, mettono al centro dei loro pensieri, nuove rotonde e nuovi parcheggi . Sì, bravo, fai lo spiritoso… adesso che stai lavorando a un chilometro da casa, ci mancherebbe… effettivamente chi per recarsi al proprio posto di lavoro è obbligato ogni giorno a spararsi code interminabili, oppure viaggi da incubo su treni perennemente in ritardo, la mia affermazione potrà sembrare una pura presa per i fondelli, ma lo giuro non lo è, si tratta solo ed esclusivamente della volontà di sfruttare fino in fondo un’opportunità che la sorte mi ha riservato, devo anche dire però, che i vari impegni settimanali/sportivi dei miei figli, mi costringeranno a usare l’auto almeno un paio di giorni ogni settimana, (porta, ritira, riporta, riritira) comunque è già qualcosa ridurre, anche se di poco, le immissioni di schifezze varie nell’aria, o almeno provarci.

domenica 27 aprile 2008

Domenica...lunatica

Avere un pò di amici ospiti a pranzo per una grigliata di carne è una gioia.
Dilettarsi a cucinare (come sempre) e a loro lasciare il grave compito di dilettarsi a mangiare...è una gioia.
Abbiamo alzato un pò il gomito, solo un pò...è una gioia.
Abbiamo preso i biglietti per andare a vedere Vasco Rossi all' Heineken Jammin' Festival il 21 giugno a Venezia...è una gioia.
In parole povere oggi dopo molto tempo, tra una salamella ed un bicchiere di Merlot abbiamo avuto modo di parlare di un pò di tutto, ferie, politica, lavoro...grazie al tempo stupendo di oggi, si può veramente andare a dormire con il cuore pieno di gioia.
Ma...
Non ti vergogni a cantare su Midomi...è triste.
Hai bevuto troppo, anche questa volta...è triste.