venerdì 27 giugno 2008
sms post Vasco
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domenica 22 giugno 2008
Vasco a nastro
E così anche questo è andato, non ho ancora finito di pagare le conseguenze di una nottata a dir poco allucinante, una notte che ha avuto la capacità devastante di rovinare un grande concerto. Partenza da casa ore 13,30 circa, all’appuntamento per le ore 14,00, il mio compagno di avventura non ritarda, tutto comincia nel migliore dei modi. Un ritardo iniziale, l’avrei sicuramente interpretato come un campanello d’allarme per ciò che ci sarebbe poi capitato, e invece no, niente messaggi, tutto bene. Il viaggio Milano Centrale/Venezia Mestre poi, è andato via liscio come l’olio, un bel treno, nuovo, veloce e incredibile, pulito e profumato… arriviamo a Mestre alle 17,18, puntualissimi. Il concerto di Vasco inizia alle 21,30. Che si fa? Ma sì, dai facciamoci una passeggiatina dalla stazione al parco San Giuliano «scusi signor poliziotto, quanto dista il parco?» «tre chilometri circa, da quella parte là, direzione casa verde» (… e una volta superata la casa verde?) una bella passeggiatina non c’è proprio niente da dire, Mestre è una città vivibile almeno in apparenza, molte biciclette, moltissimi pedoni, poche pochissime automobili, però mi è sembrata pure una città un po’ vecchiotta, c’erano tante compagnie di vecchietti e vecchiette e poche di ragazzi e ragazze, strana sensazione, sembrava una casa di riposo gigantesca. Più ci avvicinavamo al parco più i soggetti da sballo aumentavano, così come la birra nelle nostre vene. Prima di entrare, giro di routine tra le bancarelle di gadget e patacche varie, tutto chiaramente era venduto a dei prezzi che più che tra le bancarelle di un concerto sembrava di stare in via Monte Napoleone, T-shirt semplicissime a 30/35/40 euro, portachiavi 5/7 euro. A mattiii! per avere l’autorizzazione a vendere quelle cianfrusaglie, a quei prezzi, avete fatto un corso da infinocchiatore? Dai entriamo, aspetta facciamoci un’altra birra, poi cambiamo l’acqua ed’entriamo … no, entriamo l’acqua la cambiamo dentro. Porca zozza, sto parco è grandissimo, troppo forse. I bagni! Eccoli! Vaiii, una fila da Gardaland e...finalmente, l’uscita dai bagni ecologici è caratterizzata sempre dalla stessa espressione, disgusto misto a conati di vomito, erano forse un po’ pochini per la mole di gente? Boh! Altra birra? Si dai… tra una birra e un'altra, l’attesa è meno lunga del previsto, il concerto di Vasco, come sempre è un fiume di emozioni, non ho più voce. È passato velocissimo, proprio come il nostro treno d’andata. Ore 00,30, l’uscita è un’altra storia, migliaia di persone stanchissime si accalcano nelle poche navette che portano in stazione «anche se siamo a pezzi, ci facciamo anche il ritorno a piedi?» e così via, una nuova passeggiatina per Mestre, meno gradevole della precedente, ma piuttosto che autoinscatolarsi come le sardine… ore 2,15, un panino al kebab con birrettina annessa ci sta proprio. La signorina fuori dalla stazione che regala lattine di Red Bull ha le sembianze di un’oasi, ci saranno almeno trenta gradi, che in piena notte è tutto un dire. La stazione sembra un cimitero a cielo aperto, migliaia di corpi sdraiati a terra, il nostro treno è alle ore 3,11, ci porta a Bologna e poi da lì prenderemo la coincidenza per Milano, altro che treni speciali… ci sediamo anche noi a terra, ci ritroviamo immersi in un sonno profondo, ci svegliamo alle 4,30, è arrivato il nostro treno con più di un’ora di ritardo e scortato da poliziotti in tenuta anti sommossa, non immaginavo proprio di ritrovarmi nel pieno di una mezza guerriglia, cazzarola, stavo solo dormendo, a me svegliarmi nel pieno di una guerriglia, mi fa un pelino incazzare, ero solo andato a vedere un concerto e volevo solo tornare a casa, come tutte le altre persone che non sono riuscite a salire in treno… facciamo una fila per dirne due all’interfaccia delle F.S. vorremmo farci rimborsare il biglietto, ma capiamo subito che sarebbe una nuova incazzatura, e nemmeno l’ultima… il nostro nuovo treno parte alle 6,00 e va direttamente a Milano, restare seduti per terra, sui marciapiedi a guardare il nostro treno fermo per un’ora ci fa incazzare ancora di più. Ma non potevano farci salire? Per ammazzare il tempo cosa posso fare? Dormo ancora un po’, per terra naturalmente, e intanto la digestione del panino al kebab è ormai compromessa, sto male, miglioro solo dopo averlo rimesso. E così grazie all’ottima organizzazione delle F.S. ciò che era stata una festa per moltissimi, si è trasformata in un incubo per molti.Pubblicato da adryano alle 17:14:00 0 commenti
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lunedì 26 maggio 2008
Il giorno in più
Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto (magari non da soli)... Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che alla fine si assomigliano tutti. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora, così per mesi. Quelle tre fermate per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata, o meglio diventano "l'appuntamento". La sconosciuta però, ha un destino che la porterà lontano, molto lontano, così Giacomo decide di partire all'inseguimento di un sogno. Inizia così un gioco incredibile, coinvolgente. Pubblicato da adryano alle 12:55:00 0 commenti
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domenica 25 maggio 2008
Che Pizza !
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mercoledì 14 maggio 2008
Me lo godo
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venerdì 9 maggio 2008
Vasco & Heineken
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sabato 3 maggio 2008
Un posto nel mondo
"Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto."Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l'appartamento, la pizza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne.Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell'altra metà di sè. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all'improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà ( a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica. Le vicende di Michele, Federico, Francesca e Sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo. In questo libro Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle, scegliendo ancora una volta l'universo femminile come codice d'accesso. Leggero e divertente.
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Canto XXXV-Inferno (Donne affette da endometriosi)
Si stima che siano 150 milioni in tutto il mondo le donne affette da endometriosi, di cui circa 14 milioni in Europa, ma nonostante ciò l'endometriosi resta una malattia silenziosa e sconosciuta, a cominciare dalle cause. Una malattia su cui si fa poca ricerca, che spesso non viene riconosciuta come tale e che purtoppo nel 60% dei casi è molto dolorosa fino a diventare invalidante. Se mi mettessi a fermare la gente per strada e chiedessi loro cos'è l'endometriosi sono sicura che più del 90% delle persone non lo saprebbe. Concedetemi la battuta, ma neppure Word, il programma con il quale sto scrivendo, conosce l'endometriosi. Continua a sottolinearmela in rosso come se contenesse un errore ortografico. Se scrivo cancro, epatite, ictus, infarto, risulta tutto corretto. Endometriosi no. È una parola nuova, una malattia nuova.
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giovedì 1 maggio 2008
...in bicicletta !
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domenica 27 aprile 2008
Domenica...lunatica
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martedì 15 aprile 2008
Più pil(o) per tutti
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lunedì 14 aprile 2008
Rigor mortis
Raccolsi il coltello da caccia con la mano sinistra e lo soppesai, poi lo passai nella mano destra per fare un confronto...
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mercoledì 2 aprile 2008
Il mondo che vorrei
Dopo quattro anni dal suo ultimo disco, ecco nuovamente lo zio.
Amaro:
...mi piace proprio come sei, e anche quella che vuoi sembrare, mi piace perchè non ce la fai, e allora ti lasci andare...
...ho bisooogno... di te, te che hai bisooogno di me, te che hai bisogno di me, sì te!...
Manca qualcosa? no, direi proprio di no! Anche questa volta posso dire: grazie zio, per i sentimenti che mi risvegli.
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domenica 30 marzo 2008
Elle Elle Stadi 2008 "5 luglio"
Dagli anni ottanta ad oggi, ne ho visti tantissimi e in alcuni casi, mi sono ripetuto. In che senso mi sono ripetuto? È chiaro, con certi cantanti/cantautori, c’è veramente da divertirsi, quindi…tra gli italiani sicuramente il classico è Vasco Rossi, ricordo ancora quando si esibiva nei palazzetti dello sport, adesso sarebbe impensabile. Un altro concerto che non perdo quasi mai è quello di Luciano Ligabue, indimenticabile il suo concerto al Campovolo, peccato per l’acustica. Quindi, per me i concerti dei due rockettariemiliani, sono un appuntamento imperdibile. Ieri su Ligachannel è stato annunciato il tuor estivo “Elle Elle Stadi 2008”, che sarà sicuramente e come sempre straordinario sotto tutti i punti di vista. Negli ultimi anni, per Vasco e Ligabue, se non si è più che pronti ad acquistare i biglietti appena sono messi in vendita, si corre il rischio di restare a bocca asciutta, perciò, faccio subito un bel nodo al fazzoletto…"
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venerdì 28 marzo 2008
La ricerca della felicità_13
Cerchiamo operai metalmeccanici disponibili su tre turni per azienda di V--------a…. Chiama il num. 0123 456 789.
Poco dopo ricevo un nuovo sms, che per i soliti ovvi motivi di privacy, pubblicherò, come il precedente, omettendo i dati confidenziali.
Cerchiamo operai metalmeccanici disponibili su tre turni per azienda di V--------a….chiama il num. 0123 456 789.
Che faccio? Si tratta del paese dove ho lavorato gli ultimi tredici anni e se non ricordo male, l’azienda era del ramo metalmeccanico e molti facevano i tre turni. Accipicchia, sarebbe proprio una coincidenza surreale venire contattato per andare a lavorare nell’azienda che mi ha collocato in mobilità. Proprio adesso poi, che tra l’altro, ho appena trovato una collocazione … proviamo a chiamare e sentiamo un po’.
« Buongiorno, ho ricevuto un messaggio che mi propone un posto di lavoro come operaio a V--------a, sarei interessato alla vostra proposta, ma, avrei una domanda da farle » e così passo all’incirca cinque minuti a spiegare la mia posizione attuale e dopo un’iniziale reticenza da parte della mia gentile interlocutrice, riesco a farmi dire di quale azienda si tratta. L’ho presa con filosofia, giuro…la ditta, è proprio quella dove lavoravamo io e tutti gli altri “esuberi” che sono stati collocati in mobilità a settembre. E ora, dopo sette mesi, la stessa azienda torna sul mercato, ma, cercando assunzioni attraverso un’agenzia di somministrazione di lavoro (così anche i sindacati sono contenti). È triste sapere che tutto l’impegno messo in tanti anni, è considerato dagli attuali dirigenti solo ed esclusivamente un costo finalmente eliminato.
Ho mandato un paio di sms ironici a qualche ex collega, ma non ho ricevuto nessuna risposta, censura?
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sabato 22 marzo 2008
Fuori da un evidente destino
Libro appassionante. Unico neo per me, è stato l'inizio. Non riuscivo a entrare in sintonia con la trama, poi...ancora una volta, Faletti, è riuscito a farmi passare notti insonni, inoltre in questo romanzo riesce a descrivere in modo coinvolgente e affascinante la tribù dei Navajo. Ha sicuramente rotto con il suo vecchio filone. Per ciò che mi riguarda, oserei dire, che nel finale è stato quasi commovente. Geniale nella descrizione degli avvenimenti e dei personaggi.
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lunedì 17 marzo 2008
La ricerca della felicità_12
A seguito degli accordi intercorsi siamo lieti di confermarLe l’assunzione a tempo determinato presso la nostra società con decorrenza dal 17/03/2008. L’assunzione avverrà alle condizioni di seguito riportate…
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mercoledì 12 marzo 2008
Sushi, Sashimi e Wasabi
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martedì 4 marzo 2008
Quando un operaio muore
Oggi Beppe Grillo ha publicato questo post che vado a riproporre perchè in parte condivido ciò che ha scritto e in parte perchè offre molti spunti di riflessione...Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.Vero, anzi no, l'indignazione dei politici di destra e di sinistra, si vede da lontano un chilometro che è dettata da questa campagna elettorale.Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.Vero, il vecchio Romanone, si affretta a fare un decreto su di una cosa che non conosce minimamente, il lavoro...duro.Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.Vero, speriamo solo che non dimentichi rapidamente le proprie origini.Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.Minchia, avanti così, domani avremo Paperino e Topolino.Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.Muahahahahahahah, a cosa dovrebbero servire?Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.Che schifo!Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.Forse sì, ma, per me è meglio un giorno da leone (operaio) che 100 da ladrone.Chiaramente si tratta di un tema che meriterebbe moltissime riflessioni e considerazioni, e non solo di qualche mugugno sussurrato tra i denti, ma una cosa è certa però, finchè ci sarà il precariato ci sarà sempre chi non potrà rivendicare il proprio diritto di poter lavorare in assoluta sicurezza.
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domenica 2 marzo 2008
I pilastri della terra
La notte del 25 novembre 1120 la White Ship partì per l’Inghilterra e naufragò al largo di Barfleur causando la morte di tutti coloro che erano a bordo, tranne uno. Il vascello rappresentava l’ultima novità in fatto di trasporti marittimi, ed era dotato di tutte le attrezzature conosciute alla cantieristica del tempo. La notorietà del naufragio è dovuta al numero elevatissimo di personaggi illustri imbarcati sulla nave: oltre al figlio ed erede del re c’erano due bastardi reali, numerosi conti, nobili, e gran parte del seguito del sovrano; la conseguenza storica fu che Enrico rimase privo di erede, e il risultato conclusivo fu la successione contestata e il periodo di anarchia che seguì la morte di Enrico… tutto il libro vive le conseguenze di questo naufragio, più di mille pagine per una grande storia. Dal 1123 al 1174, nel medioevo inglese, si vivono intrighi e tradimenti, conflitti religiosi e amori appassionanti si combattono guerre civili e lotte spietate per la successione al trono.
Pubblicato da adryano alle 22:21:00 0 commenti
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